Il cambio al vertice ora è ufficiale. La Rai ha comunicato ieri che dalla prossima stagione la conduzione di Report sarà affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Per Sigfrido Ranucci, che ha guidato il programma dal 2016, l’azienda ha messo sul tavolo tre proposte di ricollocazione: vicedirettore ad personam del Tg3, vicedirettore di RaiNews, oppure un incarico da corrispondente all’estero.
Nel comunicato ufficiale, la Rai definisce la scelta dei nuovi conduttori – (non certo firme di punta della trasmissione) un investimento “nel segno della professionalità e dell’esperienza maturata sul campo”, ricordando il percorso di Presutti come inviata di Report da anni, prima classificata al concorso interno, e quello di Piervincenzi, ex conduttore di Nemo – Nessuno Escluso e Popolo Sovrano, aggredito nel 2017 a Ostia da uno Spada.
Ranucci risponde: “Scelte due persone che mortificano le professionalità”
La risposta di Ranucci è arrivata con un post su Facebook: “Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico“. E aggiunge: “Il mio non è un addio, non condurrò Report, ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa”.
Sul piede di guerra anche la redazione. Pochi minuti dopo l’ufficializzazione della scelta gli inviati di punta del programma hanno diffuso una nota durissima: “La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report“.
Pronti ad abbandonare il programma
E ha lanciato l’ultimatum: “Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma“.
Solo poche ore prima, la stessa redazione aveva diffuso una prima nota con la quale respingeva ogni ricostruzione secondo cui gli inviati avrebbero preso le distanze da Ranucci: “Gli inviati di Report non hanno mai sfiduciato o ‘scaricato’ Sigfrido Ranucci. Non abbiamo alcuna intenzione di fare un favore di questo tipo a tutti i nemici storici e attuali di Report”, avevano scritto.
Floridia: “È l’editto Meloni, impossibile ogni dialogo”
Sul piano politico, la reazione più dura arriva dalla senatrice M5S Barbara Floridia, già presidente della commissione di Vigilanza Rai: “Aver fatto fuori Ranucci dalla conduzione di Report era un obiettivo di questo governo e oggi lo hanno portato a termine”.
Floridia parla di “un vero e proprio golpe”, denunciando che non solo si è allontanato “quello che fino a prova contraria resta una vittima”, ma che non c’è stato “alcun reale coinvolgimento della redazione”.
Intanto Mediaset azzoppa TeleMeloni sugli ascolti
Il caso Ranucci arriva peraltro in un momento tutt’altro che favorevole per la Rai sul fronte degli ascolti, con Mediaset che nell’estate appena conclusa ha sorpassato nettamente Viale Mazzini. Nel periodo compreso tra il 31 maggio e il 25 agosto, l’azienda di Cologno Monzese ha totalizzato una media giornaliera di 2,8 milioni di spettatori, contro i 2,5 milioni della Rai, con Canale 5 che supera Rai1 sia in prime time, 3,5 milioni contro 3,2, sia sull’intera giornata, 1,35 milioni contro 1,28.
Per TeleMeloni solo sport e repliche
A pesare è soprattutto la scelta editoriale della Rai di puntare quasi esclusivamente sullo sport, ma senza esclusiva degli eventi, riempiendo il resto della programmazione con repliche su repliche, mentre Mediaset ha tenuto vivi i propri programmi di punta anche d’estate. Guardando ai primi otto mesi dell’anno, il quadro non cambia: Mediaset genera quotidianamente 145mila spettatori on demand contro i 113mila della Rai, con le visioni a richiesta che pesano per il 4,7% del pubblico Mediaset contro il 3,8% Rai.
Canale 5 raccoglie 88mila spettatori medi in differita contro i 52mila di Rai1, che pure resta prima nel computo complessivo degli otto mesi grazie soprattutto al traino di Sanremo. Ma guardando ai due gruppi editoriali nel loro complesso, il bilancio pende già dalla parte di Mediaset: 3,092 milioni di spettatori medi contro i 2,973 della Rai.
Ma i vertici meloniani colpiscono l’unica gallina dalle uova d’oro rimasta
In questo contesto di difficoltà strutturale, colpisce ancora di più l’accanimento su Report, che negli ultimi anni è rimasto l’unico programma capace di garantire una media del 9% di share, sostenendo di fatto da solo i risultati di un’intera rete, Rai3, in evidente affanno editoriale. Così come incomprensibile – almeno nei termini di corretta gestione aziendale – resta la scelta di continuare a puntare su programmi condotti da giornalisti “amici” del governo, come Antonino Monteleone e Salvo Sottile, che fino a oggi hanno raccolto ascolti tutt’altro che brillanti.