Regolamentare le lobby. È in gioco la nostra democrazia. Parla Silvestri (M5S), tra i firmatari del provvedimento: “Una norma necessaria, attesa da oltre trent’anni”

lobby Francesco Silvestri
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“Se questo paese aspetta da 30 anni una legge su regolamentazione fra lobby e decisori pubblico un motivo ci sarà…”. Non ha tutti i torti Francesco Silvestri, deputato M5S non a caso tra i firmatari della proposta di legge M5S sul lobbying.

E, dopo trent’anni, siamo sempre al punto di partenza: verrebbe da pensare che in Parlamento ci sia qualcuno che non vuole regolamentare l’attività lobbistica…
Parliamo di un tema purtroppo molto divisivo dove il Movimento 5 Stelle ha una linea molto netta. Si era raggiunta una mediazione positiva anche grazie al lavoro della relatrice Baldino, ma nonostante questo in commissione sono emersi nuovi problemi al momento del voto. Così diventa difficile ma noi abbiamo tutta l’intenzione di portare a termine questo percorso.

Una delle norme più contestate prevede che non si possa fare attività lobbistica nei tre anni successivi al mandato parlamentare. Con questa norma tanti ex onorevoli non avrebbero poi fatto “carriera”. Crede ci siano state pressioni?
Non lo so e se così fosse non mi interessa. Posso dire che Italia Viva aveva presentato un emendamento più restrittivo di quello votato in commissione e successivamente ha fatto dietrofront. Quando si raggiunge un accordo a questi livelli lo si rispetta. Come Movimento 5 stelle siamo venuti incontro alle sensibilità degli altri partiti anche su questo aspetto. Togliere il periodo di raffreddamento sarebbe un passo indietro che non vorremmo fare.

Qual è invece la posizione del Movimento?
La nostra posizione? Semplice, ci sono in gioco una quantità di fondi giganteschi derivanti dal PNNR che aumenteranno le interlocuzioni fra portatori di interesse e la politica. Oggi più che mai abbiamo bisogno di questa legge.

Perché? Quali potrebbero essere i punti di vantaggio?
Dove esiste una regolamentazione fra lobby e politica la qualità delle leggi è migliore e noi puntiamo a questo: registro dei portatori d’interesse, agenda digitale degli incontri e periodo di raffreddamento per chi ha incarichi di governo.

Anche il governo pare dalla vostra, eppure centrodestra e Italia viva hanno votato contro. È nata una nuova coalizione?
Il governo sa che la Commissione Europea chiede da tempo una legge sulla regolamentazione del lobbying e del conflitto d’interessi. Ne ha parlato in commissione un mese fa proprio il commissario alla Giustizia, Reynders, il cui partito in Europa è tra l’altro nello stesso gruppo di Renzi.

Eppure poi a Montecitorio…
Non mi interessano i giochi di Italia Viva, mi interessa dotare l’Italia di una legge europea e dovrebbe interessare anche al premier Draghi.

Intanto i registri di trasparenza dei portatori di interessi latitano. Alla Camera c’è ma è molto limitato, al Senato completamente assente. Qual è il rischio?
Il rischio è di lasciare tutto alla discrezionalità delle istituzioni. Ogni ministero o regione si fa le sue regole, senza una uniformità nazionale e senza un vero riconoscimento del ruolo del portatore di interessi. Garantire la trasparenza e l’accesso ai processi decisionali è una questione innazitutto democratica. Ricordo le migliaia di firme raccolte dalle organizzazioni della società civile a sostegno di questa legge. Alla consegna in piazza Montecitorio c’era la deputata Fregolent di Italia Viva. Spero se lo ricordi.

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