Ci sono voluti mesi, in alcuni casi addirittura anni, per approvarli in almeno uno dei due rami del Parlamento. Ma adesso, vista lโipotesi molto probabile di tornare alle urne prima della scadenza naturale della legislatura (2018), rischiano di essere condannati a morte certa. Di cosa stiamo parlando? Dei 73 provvedimenti che, secondo i calcoli dellโassociazione Openpolis, dal 2013 ad oggi sono stati approvati da Camera o Senato ma che sono rimasti nel limbo, complici anche i veti incrociati tra le forze che compongono la maggioranza di Governo. E che dopo il referendum del 4 dicembre scorso e il cambio della guardia a Palazzo Chigi fra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, utile piรน che altro a scrivere una nuova legge elettorale e andare in fretta a votare, rischiano di essere ridotti a carta straccia. Alcuni, fra le altre cose, sono dei veri e propri cavalli di battaglia dellโex sindaco di Firenze, colui che piรน degli altri spinge per le elezioni anticipate.
Nel dimenticatoio โ In testa ci sono, senza dubbio, il conflitto dโinteressi e il cosiddetto ius soli. Del primo provvedimento, Renzi parlรฒ dal palco della Leopolda a novembre 2012. โFaremo la legge nei primi cento giorniโ, assicurรฒ. Poi a maggio 2015 fu lโallora ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, a rincarare la dose. Comโรจ andata a finire? Il testo approvato il 25 febbraio 2016 alla Camera, relatore Francesco Sanna (Pd), รจ bloccato in commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama. E lรฌ, a meno di clamorosi colpi di scena, รจ destinato a rimanere. Anche sullo ius soli lโex premier si รจ piรน volte espresso pubblicamente. Lโultima esattamente un anno fa, quando disse che il 2016 sarebbe stato lโanno dei diritti civili, compresa la legge sulla โnuovaโ cittadinanza. Eppure anche il provvedimento approvato ad ottobre 2015 in prima lettura dalla Camera รจ rimasto incagliato al Senato e tanti cari saluti.
Tempo scaduto โ Che dire, poi, del ddl concorrenza? Pure stavolta le cose sono andate per le lunghe. Il ddl รจ stato adottato dal Consiglio dei ministri il 20 febbraio 2015, praticamente due anni fa. Il via libera della Camera รจ arrivato invece il 7 ottobre dello stesso anno, quello della commissione Industria di Palazzo Madama il 2 agosto 2016. Risultato: complice il referendum, la discussione รจ slittata sine die. Rischia di finire nel dimenticatoio, ma questa volta non casualmente (visto il niet dei partiti dei Centrodestra), il ddl che introduce il reato di tortura, approvato sia al Senato (marzo 2014) sia alla Camera (aprile 2015). Ma nel lungo elenco figurano anche la legge sulla tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo, la riforma del processo penale e quella dei partiti. Certo, si tratta di una situazione non proprio nuova, visto che anche alla fine della passata legislatura furono lasciati in sospeso lo stesso numero di provvedimenti. Ma forse mai come stavolta, in nome della โrottamazioneโ, bisognava invertire il trend.
Tw: @GiorgioVelardi