Sardegna, via alle esercitazioni nei poligoni militari. C’è il decreto di Crosetto: questione di interesse nazionale. Ignorata la Regione

Il decreto del ministro avversato dalla Regione. A Quirra le imprese provano le armi, a Teulada il disastro è senza colpevoli

Sardegna, via alle esercitazioni nei poligoni militari. C’è il decreto di Crosetto: questione di interesse nazionale. Ignorata la Regione

Nel decreto con cui il ministro della Difesa Guido Crosetto ha scavalcato il no della Sardegna ci sono due parole che chiudono la discussione, interesse nazionale, e con quel decreto è partita ieri nei poligoni di Teulada e Quirra Joint Stars 2026, la principale esercitazione della Difesa, che secondo il Manifesto durerà fino al 31 dicembre, simulerà l’attivazione dell’articolo 5 della Nato e farà esplodere missili anche dai droni. Si spara sul serio, insomma. E chi aveva chiesto di sapere chi spara, e per conto di chi, è rimasto senza sapere niente.

Il Comitato misto paritetico sulle servitù militari, il Comipa, cioè la sede in cui Stato e Regione dovrebbero decidere cosa succede nei poligoni, il 30 giugno aveva bocciato il calendario a fuoco del secondo semestre per i poligoni di Teulada, Capo Frasca e Quirra.

I componenti civili lamentavano le richieste al ministro rimaste senza risposta e volevano sapere quali imprese private affittano pezzi dei poligoni per provare le armi e mostrarle agli acquirenti. Su questo non hanno avuti risposte. Poi, come prevede il Codice dell’ordinamento militare, il parere del comitato è stato travolto dal decreto del ministro, motivato con la prevalenza dell’interesse nazionale: la Sardegna può dire no, solo che il suo no pesa quanto un timbro.

La vetrina e il cancello

Dentro quell’interesse nazionale c’è anche il listino dell’industria delle armi. Quirra, ha scritto ancora il Manifesto, è il poligono dove le imprese private fanno ricerca, testano e presentano le loro armi ai potenziali acquirenti, e quindi un pezzo di Sardegna lavora da sala d’esposizione con i sardi chiusi fuori. Eppure il cortocircuito arriva fino alla Regione.

In piena estate, con le attività a fuoco sospese dal 1° giugno al 30 settembre per patto fra Stato e Regione, la presidente della Regione Alessandra Todde (M5S) ha concesso a Leonardo, la principale industria delle armi del Paese, un nulla osta in deroga per condurre sperimentazioni nella parte a terra del poligono di Quirra.

Il cratere senza colpevoli

A Teulada il conto è già agli atti. Sulla penisola Delta, tre chilometri quadrati di costa, fra il 2008 e il 2016 sono stati sparati 860mila colpi e 11.875 missili, 556 tonnellate di materiale bellico secondo l’inchiesta della Procura di Cagliari, e la relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito l’aveva descritta come zona d’arrivo dei colpi da oltre cinquant’anni, interdetta per sempre a persone e mezzi. Il processo ai cinque ex capi di Stato maggiore si è chiuso il 18 luglio 2024 con quattro assoluzioni e un proscioglimento perché il fatto non sussiste, mentre a Quirra il Tribunale di Lanusei aveva assolto otto comandanti già nel 2021. Il disastro c’è, i responsabili no.

Un anno dopo è toccato ai pascoli. Nel luglio 2025 la Prefettura di Cagliari ha interdetto le aree del poligono concesse agli allevatori, dove cadmio, piombo e tallio superavano le soglie di contaminazione, mentre le zone a uso esclusivo della Difesa sono rimaste a disposizione dei militari: con una battuta, fuori le pecore e dentro i carri armati. A misurare quei metalli, ha fatto notare l’associazione antimilitarista A Foras, è il comando dell’Esercito, cioè lo stesso ente che in quel poligono si addestra.

Nel 2018 la Commissione sull’uranio chiedeva la progressiva dismissione di Capo Frasca e Capo Teulada. Otto anni dopo l’isola, che secondo la Commissione Difesa della Camera sopporta oltre il 60 per cento delle servitù militari italiane, si ritrova Joint Stars, la seconda fase di Mare Aperto 2026 fino al 25 ottobre e un ministro che tratta il parere della Regione come una pratica d’ufficio. Crosetto lo chiama interesse nazionale. A Teulada ha la forma di un cratere su una penisola dichiarata imbonificabile.