Sedi Rai, il piano di vendita dei 15 immobili va avanti. Rossi: “Risparmi per 10 milioni l’anno”. Ma i conti dell’ad non tornano

Per l'Ad Rossi e il Dg Sergio, le sedi Rai sono comunque vincolate: "Il delle Vittorie non potrà diventare un supermercato"

Sedi Rai, il piano di vendita dei 15 immobili va avanti. Rossi: “Risparmi per 10 milioni l’anno”. Ma i conti dell’ad non tornano

Le 15 sedi Rai del piano immobiliare saranno vendute. In ogni caso e nonostante le polemiche. Teatro Delle Vittorie e di Palazzo Labia, compresi. A metterlo definitivamente in chiaro ieri l’Ad Rai, Giampaolo Rossi e il Dg Roberto Sergio davanti alla Commissione Cultura alla Camera.

I due dirigenti meloniani hanno chiarito che si tratta di strutture inadeguate alle nuove esigenze produttive. La Rai, dunque, se ne libererà, ma – hanno garantito i dirigenti – ciò non vuol dire che abbandonerà le sedi che hanno un valore storico o culturale.

Non potendo avere un utilizzo commerciale, infatti, “è di tutta evidenza che debbano essere le istituzioni pubbliche ad indirizzarne il futuro”, ha detto Rossi. “Il Teatro delle Vittorie non può diventare un supermercato”, ha sintetizzato l’Ad. Quindi, prima la Rai venderà il pacchetto di tutti i 15 immobili del piano e solo dopo il ministero della Cultura, che ha già manifestato il proprio interesse per il teatro romano e per lo storico palazzo veneziano, eserciterà il diritto di prelazione. L’acquirente sarà consapevole, all’atto del rogito, che questo potrà accedere.

“Risparmi per 10 milioni”, dice Rossi, ma i conti non tornano

“Non siamo di fronte a un “piano di dismissioni”, ma a un piano immobiliare organico, prospettico, di medio-lungo periodo, finalizzato a riordinare e sviluppare il patrimonio Rai attraverso un insieme coerente di azioni: ristrutturare, rifunzionalizzare, costruire, valorizzare e, solo ove strettamente necessario, dismettere”, ha aggiunto Rossi. “Questo Piano non è concepito per ‘fare cassa’, né può essere raccontato come un arretramento del Servizio Pubblico”, ha detto ancora, sottolineando come “questo percorso determina già un effetto misurabile: oltre 10 milioni di euro l’anno di risparmi a regime”.

Tuttavia i conti non tornano: per giustificare la vendita della sede di Milano ai sindacati, per esempio, Rossi aveva detto che Corso Sempione costava da solo 10 milioni l’anno di manutenzione. Ora quei 10 milioni sono i costi fissi delle 15 sedi?