Sempre più pillole, polveri, fiale e bibite. Bocciata la moda degli integratori: vanno usati solo se necessari

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Pillole, polveri, fiale e bibite. Oggi in commercio si trova una moltitudine di integratori vitaminici, di cui forse abusiamo un pò troppo, soprattutto andando avanti con l’età. Secondo una ricerca del 2015 di Gfk Eurisco il mercato e il giro d’affari dei multivitaminici nel nostro Paese è in forte crescita e il numero di persone, tra i 55 e i 74 anni, che ne fa uso sarebbe quadruplicato negli ultimi 20 anni, passando dall’11 al 39 per cento. Oggi gli integratori non vengono utilizzati in base alle reali necessità cliniche, ma che in un certo senso si possono definire come una moda, legata a logiche locali e di mercato.

Le evidenze sull’utilità degli integratori sono estremamente limitate, anzi. Alcuni studi dimostrano che alcuni posso addirittura fare male e causare effetti collaterali: la vitamina E, per esempio, se presa in dosi eccessive può aumentare il rischio di cancro alla prostata. E ancora, alcune ricerche suggerivano che il beta carotene potesse aiutare a prevenire il cancro, fin quando due ampi studi successivi hanno scoperto che le pillole di beta carotene aumentavano i tassi di tumore al polmone. L’unica vitamina con effetto benefico, in maniera particolare sugli anziani, è la vitamina D, che potrebbe migliorare lo stato di salute delle ossa, dei muscoli, e anche del cervello.

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