Il calcio italiano arriva al weekend con le occhiaie e forse anche con qualche pensiero di troppo. Quattro squadre italiane in campo nell’ultimo turno di Champions League, quattro sconfitte: Inter battuta 4-3 dal Club Brugge, Napoli caduto 3-1 sul campo del Villarreal, Como sconfitto 3-2 dal Feyenoord e, soprattutto, Roma rimontata dal 3-1 al 3-4 dal Real Madrid all’Olimpico. Non era mai successo che tutte e quattro le rappresentanti della Serie A perdessero nella stessa giornata di Champions. Una statistica che fa male quasi quanto i risultati.
Il campionato, intanto, non aspetta. Anzi, proprio quando le gambe pesano e le sconfitte europee restano nella testa, arriva uno di quei turni capaci di cambiare il racconto di una stagione.
Inter e Lazio, una vetta per due
In cima ci sono Inter e Lazio, entrambe a 16 punti. Dietro la Roma è a 14, il sorprendente Cagliari a 13, il Milan a 12, Juventus e Como a 11. Una fotografia provvisoria, perché bastano novanta minuti per trasformare una mini-fuga in un ingorgo.
L’Inter sarà di scena sabato a Bologna. In campionato la squadra di Cristian Chivu arriva dal netto 3-0 sul Parma, ma il 4-3 subito in casa dal Bruges ha riaperto qualche ferita europea. Vincere al Dall’Ara significherebbe salire a 19 punti e mettere pressione alla Lazio prima ancora della difficile trasferta dei biancocelesti a Torino.
Il pareggio, invece, aprirebbe scenari completamente diversi. Perché domenica sera la Lazio, battendo la Juventus, potrebbe prendersi da sola la testa della classifica. Se entrambe rallentassero, invece, anche la Roma avrebbe l’occasione di inserirsi: con una vittoria sul Genoa salirebbe a 17.
Juventus-Lazio, molto più di un big match
Il posticipo di domenica sera è probabilmente la partita più pesante del turno. La Lazio di Gennaro Gattuso viaggia con l’Inter in testa alla classifica; la Juventus di Luciano Spalletti è ferma a 11 punti dopo l’1-1 di Cagliari.
Cinque punti di distanza non sono nulla a ottobre. Otto, però, inizierebbero a raccontare un’altra storia.
Una vittoria bianconera riporterebbe la Juve a quota 14, nel cuore della zona Champions. Una sconfitta, con la Lazio a 19, allargherebbe, invece, il divario e inevitabilmente aumenterebbe la pressione intorno alla squadra. Anche perché Spalletti deve fare i conti con un’infermeria pesante: tra gli indisponibili figurano Yildiz, Thuram e Locatelli, mentre sul fronte laziale restano da valutare diversi giocatori, tra cui Cancellieri e Rovella.
Roma, dal trauma Real al Genoa senza Malen
All’Olimpico bisognerà soprattutto capire cosa abbia lasciato la notte contro il Real Madrid. La Roma era avanti 3-1 e sembrava aver costruito una di quelle serate destinate a restare nella memoria dei tifosi. È finita, invece, 4-3 per gli spagnoli, con la rimonta completata nel finale.
Sabato arriva il Genoa e Gasperini dovrà chiedere ai suoi di cancellare la Champions in meno di tre giorni. Non ci sarà Donyell Malen, squalificato per una giornata dopo l’espulsione contro il Como in campionato. Restano, inoltre, i problemi di Cristante e l’assenza di Svilar.
Proprio la sfida con il Real ha prodotto uno degli incroci più curiosi di questo avvio di stagione. Endrick, da tempo accostato alla Roma per gennaio, è stato uno degli uomini che hanno cambiato la partita dell’Olimpico. Il brasiliano resta un sogno complicato: José Mourinho non sembra intenzionato a privarsene, ma il nome continua a circolare nella Capitale. Il mercato è ancora lontano, eppure certe partite finiscono per alimentarlo da sole.
Napoli, a Venezia non può essere una partita normale
Sabato pomeriggio il Napoli trova il Venezia, che ha zero punti dopo sei giornate, sei sconfitte e un nuovo allenatore. Giovanni Stroppa, l’uomo della promozione, è stato esonerato e al suo posto è arrivato Davide Nicola, specialista delle missioni che sembrano impossibili. Il debutto sarà proprio contro gli azzurri.
Il Napoli viene dal 3-0 al Frosinone, ma anche dalla sconfitta di Villarreal. Con 10 punti, una vittoria porterebbe gli azzurri a quota 13 e li rimetterebbe pienamente nel gruppo di testa. Una mancata vittoria contro una squadra ancora ferma a zero, invece, avrebbe un peso ben diverso.
Milan-Atalanta e il traffico della zona Champions
Domenica alle 18 tocca a Milan e Atalanta. I rossoneri sono ancora imbattuti in campionato, ma il pareggio con il Sassuolo ha rallentato la rincorsa alla vetta. Una vittoria li porterebbe a 15 punti, abbastanza per presentarsi alla settimana successiva con ambizioni molto diverse.
Anche qui gli infortuni incidono: il Milan deve fare a meno, tra gli altri, di Saelemaekers e Gabbia; nell’Atalanta restano fuori Hien e Kossounou, mentre le condizioni di Scalvini sono da monitorare.
Poi c’è il Como di Cesc Fabregas, altra squadra che deve metabolizzare una notte europea amara. A Firenze può salire a 14 punti e continuare a rendere ancora più affollata una zona Champions nella quale, almeno per ora, nessuno può sentirsi tranquillo.
Persino il Cagliari, lunedì contro il Monza, può arrivare a 16 punti. Sarebbe quasi impensabile guardando i pronostici di agosto, molto meno osservando ciò che ha prodotto il campo.
È presto per parlare di partite da ultima spiaggia, ma non è affatto presto per parlare di pressione.
Questo weekend di Serie A arriva proprio nel momento in cui l’entusiasmo delle prime giornate comincia a lasciare spazio alle domande vere: chi può lottare per lo Scudetto? Chi è davvero da Champions? Quale allenatore ha già esaurito il credito iniziale? E chi, arrivato a gennaio, dovrà chiedere rinforzi?
Da Bologna a Torino, passando per Venezia, Roma e San Siro, le prime risposte potrebbero arrivare molto prima del previsto.