Studio Aperto… ai giovani. I trentenni stravedono per Mag. La striscia serale post tg in crescita di ascolti

Studio Aperto Mag Pucci
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Studio Aperto Mag è un contenitore quotidiano in onda dalle 19 alle 19.20 circa in coda all’edizione del tg di Italia 1 delle 18.30. Nato nel settembre 2012 con il nome Seconda Parte, ha mutato in Mag nel 2018. L’intento era quello di sviluppare e approfondire alcuni temi del telegiornale più giovane di Italia Uno che non potevano essere adeguatamente sviscerati per ovvie ragioni di scaletta. Si tratta sicuramente di un interessante esperimento editoriale che Italia 1 ha portato avanti per testare su un target relativamente giovane anche temi impegnativi.

Dal punto di vista delle tematiche e delle scalette scelte, il magazine costituisce un’offerta molto articolata che passa dagli argomenti più impegnativi – come questioni di cronaca e attualità più scottanti – fino a focus basati sul Made in Italy e la sua ripresa, su eventi particolari, sul turismo, sull’eno-gastronomia, passando quindi attraverso i vari settori, gli stili di vita, ma non solo. Viene per esempio data particolare attenzione a realtà che altrimenti non avrebbero lo spazio adeguato, come il nostro esercito, l’attività delle forze dell’ordine, il contrasto alla criminalità organizzata e in generale l’attenzione ai temi sociali.

Dopo aver ceduto lo spazio per alcuni mesi al daytime di Amici di Maria De Filippi, Studio Aperto Mag è tornato regolarmente in onda riprendendo la sua narrazione e il suo percorso diverso e alternativo per affrontare i temi di grande attualità alternati come sempre ad altri contenuti più spiccatamente lifestyle. A Mediaset i contenitori d’informazione più attenti alle questioni socio-culturali hanno una grande tradizione, si pensi a trasmissioni come Target, che è stato un programma influente e innovativo sia per il linguaggio che per il metodo di riprese e per il tipo di temi affrontati; ma vengono in mente anche fortunati format come Nonsolomoda, Lucignolo, Top Secret e così tanti altri che hanno portato nel panorama televisivo innovazioni importanti che hanno poi caratterizzato e influenzato un certo modo di fare televisione.

Con questi programmi Mediaset ha ottenuto risultati molto rilevanti con un obiettivo ben chiaro: allargare e implementare i contenuti dei tradizionali contenitori di informazione sperimentando nuovi linguaggi e dando voce a nuovi conduttori e a nuovi volti alternativi. Studio Aperto Mag quindi è solo l’ultima filiazione di questa felice esperienza che nel gruppo privato ha una grande tradizione e che forse ultimamente è stata un po’ abbandonata. Ma veniamo ai dati, come sempre forniti da OmnicomMediaGroup.

Nell’ultimo periodo il magazine del tg diretto da Andrea Pucci (nella foto) ha tenuto una media di 727.716 spettatori con un aumento del 13% rispetto all’anno scorso. Lo share si è mantenuto sul 3,5% di media, sostanzialmente in linea. Riscontri di tutto rispetto considerando che parliamo della fascia preserale in cui dominano i quiz delle ammiraglie Rai e Mediaset. Il pubblico al quale parla Mag è lievemente in maggioranza maschile (3,6% di share contro il 3,4% delle donne) mentre, per quanto riguarda l’età, come previsto a prevalere sono i giovani, con la fascia 25/34 che registra il 6,3% di share e quella 35/44 al 6,9%; bene anche i 15/19 al 5,1% e 20/24 al 4,9%.

Per quel che riguarda il titolo di studio, medie superiori e inferiori primeggiano con share superiori al 4% seguite dal target laureati al 2,7%. A livello territoriale, i gradimenti più alti si registrano in Piemonte (4,2% di share) e Lombardia (4,1%), seguite da Abruzzo (3,9), Campania (3,8%) e Trentino Alto Adige (3,7); in Basilicata (2,2%, Liguria (2,1%) e Molise (1,6%) gli share minori.