La terza ondata avanza ancora. Italia tutta rossa e arancione. La Puglia chiede al Governo misure più restrittive. E da lunedì la Sardegna lascia la fascia bianca

terza ondata Emiliano
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Nonostante le restrizioni entrate in vigore negli ultimi giorni continuano a variare i colori delle regioni. Sotto la lente d’ingrandimento è finita la tanto invidiata zona bianca della Sardegna. Che purtroppo ha le ore contate. Da lunedì, infatti, passerà tra le arancioni, stessa area nella quale dovrebbe essere collocato anche il Molise, in uscita dalla zona rossa. Mentre viene prorogata l’ordinanza in scadenza relativa all’area rossa in Campania. Dunque l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, non provocherà grandi variazioni se non per le regioni citate.

“Si osserva un ulteriore aumento dell’incidenza a livello nazionale, che supera la soglia di 250 casi settimanali per 100.000 abitanti, che impone il massimo livello di mitigazione possibile”, scrive l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) sottolineando che nel periodo 12-18 marzo è risultata di 264 per 100mila abitanti. Resta stabilmente sopra l’1 in tutto il range, ma non sale invece l’indice Rt, stabile a 1,16 per effetto probabilmente delle prime chiusure imposte nelle scorse settimane. Le conseguenze dei contagi si riflette sulle strutture ospedaliere, con “un peggioramento anche nel numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e nelle aree mediche sopra la soglia critica”.

Ad oggi sono 13, due in più della settimana scorsa. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in forte aumento e sopra la soglia critica (36 per cento contro 31 per cento della scorsa settimana)”, sottolinea l’Iss specificando che il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è cresciuto dai 2.756 pazienti del 09 marzo ai 3.256 di sette giorni più tardi. Stessa situazione per i reparti Covid, con un tasso di occupazione arrivato alla soglia critica, 40 per cento, con un forte aumento nel numero di persone ricoverate. Se da un lato ci sono regioni che scongiurano passaggi in aree con maggiori restrizioni, dall’altra parte c’è chi chiede maggiore rigore. Ed è il caso della regione governata da Michele Emiliano (nella foto).

LOCKDOWN MASCHERATO. La già rossa Puglia dovrebbe, secondo il Governatore, subire un’ulteriore stretta diventando così “zona rossa rafforzata”. A spaventare è il nuovo record di casi rintracciati in un solo giorno e una situazione ormai critica negli ospedali, soprattutto nel Barese. A spiegare la possibilità di una stretta che comporti misure ancora più pesanti rispetto a quelle decise dal governo è stato lo stesso Presidente: “Stiamo ragionando sull’ipotesi di stringere ulteriormente le misure rispetto a quelle previste dal governo nella zona rossa”, ha detto.

L’idea di Emiliano ruota attorno al lavoro da casa: “Dobbiamo spingere tutte le aziende a lasciare a casa il numero più alto possibile di persone per evitare che si contagino sul luogo di lavoro. In questi giorni – ha spiegato Emiliano – noi siamo in zona rossa e però non stiamo ancora utilizzando tutti fino in fondo per tutte le aziende e per tutte le pubbliche amministrazioni lo smart working. Giovedì abbiamo avuto il massimo picco pandemico della storia pugliese, più di 2 mila. Fino a luglio avevamo avuto non più di 2.000-2.500 contagiati in tutto, oggi li abbiamo in un solo giorno”.

Una situazione che va avanti da settimane e ha portato la regione a precipitare in zona rossa, direttamente dalla gialla, con un’incidenza settimanale di 270 casi ogni 100mila abitanti e ha affollato gli ospedali. Due settimane fa erano 1.287 i ricoverati con sintomi e altri 162 pazienti Covid erano assistiti in terapia intensiva. Il 18 marzo i numeri erano lievitati fino a 1.582 posti letto occupati in area medica e 219 in rianimazione, con un tasso di occupazione rispettivamente del 43 per cento e del 38 per cento secondo il monitoraggio Agenas, ben oltre la soglia critica fissata per decreto.

Dati che hanno costretto la Regione a bloccare ricoveri e interventi programmati, nonostante l’apertura negli scorsi giorni dell’ospedale Covid nella Fiera del Levante di Bari. Di fronte a questo scenario, destinato a peggiorare ancora nei prossimi giorni in attesa che la chiusura della scorsa settimana inizi a mostrare i suoi effetti, Emiliano ha avvisato che la Puglia si prepara a varare regole che si avvicinerebbero per certi aspetti a quelle del lockdown della scorsa primavera: “Tutte le volte – ha detto – che si può abbassare il rischio epidemico utilizzando tecnologie, certo non paragonabili alla presenza, nel pieno di una situazione di grande pericolo come quella che stiamo vivendo in questo momento, i poteri delle Regioni non possono che essere usati obbligando tutti all’utilizzo di quelle tecnologie, salvaguardando il diritto alla salute individuale e collettivo”.

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