Troppi esterni, in Rai è scontro. Il capo del personale prova a mettersi di traverso. E scatta il divorzio dall’azienda (con buonuscita)

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

A Viale Mazzini la questione delle nomine di dirigenti esterni continua a tenere banco. Finora non si sono visti i risultati del cambiamento dell’azienda che si è imposto Antonio Campo Dall’Orto fin dall’inizio del suo mandato, proprio perché si è parlato più dei nomi che dei fatti. Il capo del personale Valerio Fiorespino si prepara a lasciare la Rai. Sta trattanto con l’azienda la buonuscita. A scatenare il diverbio che ha portato alla separazione sarebbero state delle lettere indirizzate al dg, nelle quali Fiorespino metteva in guardia sull’assunzione di dirigenti esterni. Ingressi che una volta arrivati al vaglio della Corte dei Conti sarebbero stati oggetto di una possibile contestazione, con conseguente coinvolgimento del capo del personale, su cui sarebbe ricaduta la responsabilità. L’avvertimento di Fiorespino non è stato gradito dai vertici ed è arrivato il benservito. L’incarico di direttore delle risorse umane è stato ora affidato al vice Antonio Melchionna, in attesa di un nuovo responsabile. Il dg continua a illustrare il suo piano industriale che vede le reti al centro del progetto, mentre dei tiggì si parla ancora poco o niente.

NODI AL PETTINE – Ma è questa la partita più attesa da qui a fine giugno. Dopo il caso Vespa, Verdelli non può permettersi passi falsi. La riforma va studiata accuratamente. Ci sono le edizioni da ridurre e la mission da assegnare alle tre testate per evitare doppioni di servizi sullo stesso argomento. Il Tg1 dovrebbe rimanere il telegiornale istituzionale, il Tg2 si dovrebbe occupare delle inchieste e di costume e società. Mentre al Tg3 spetterebbe la cronaca, in sinergia con la Tgr. Rainews dovrebbe occupare spazi in più nei canali generalisti. Già deciso il primo esperimento, a giugno con Sembra ieri, un settimanale con la formula Ieri e Oggi, che accosta i fatti del passato con quelli del presente, che dopo essere andato in onda su Rainews e Rai Storia sarà trasmesso da Raiuno la domenica mattina. Verdelli dovrà pure decidere con quale trasmissione sostituire la serata che Vespa perderà. Se continuare con Ballarò o puntare su un altro format. Quale conduttore scegliere. A quali direttori assegnare i tre tiggì. Ci sarà un’altra ondata di esterni? Chissà.

SANTO SUBITO – Claudio Ranieri non ha fatto solo un miracolo in Premier League con il Leicester ma anche al Processo del Lunedì. La telefonata del tecnico ha fatto registrare il record di ascolti del programma di Raitre condotto da Enrico Varriale (5,53% con 903.000 spettatori). Il competitor Tiki Taka che comincia dopo e dura molto di più è stato visto da una media di 531.000 ascoltatori con il 7,9%.

CAMBIO DI GABBIA – La Gabbia, il programma condotto da Gianluigi Paragone in onda su La7, non finirà in soffitta come qualcuno voleva. Il patron Cairo, il direttore di rete Salini, Paragone e gli autori stanno cercando una formula che rinnovi il format.

Twitter: @marcocastoro1

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quel bivio tra il M5S e il Ponte sullo Stretto

Nei sondaggi della Ghisleri e Pagnoncelli non c’è traccia, ma in Italia non c’è partito che sta crescendo più di quello del cemento. I soldi del Recovery Plan permetteranno di aprire cantieri ovunque, e come da tradizione c’è la fila per costruire quello che capita,

Continua »
TV E MEDIA