Venerdì, nello Studio Ovale, il generale Dan Caine ha messo davanti a Donald Trump un inventario. Riprendere su vasta scala i raid contro l’Iran era fattibile, certo, solo che avrebbe eroso in modo “pericoloso” le scorte già assottigliate di intercettori Patriot del Centcom. Il presidente ha accantonato l’escalation, lo ha scritto il New York Times. Dopo tredici notti di bombardamenti gli aerei americani sono a terra e Teheran ha congelato le rappresaglie. La guerra aperta il 28 febbraio insieme a Israele entra così nel quinto mese. Al Wall Street Journal, intanto, Trump ha dichiarato di avere «molte più munizioni di chiunque altro al mondo». È evidente: il suo capo di Stato maggiore le conta diversamente.
Vertice Trump-Netanyahu
Oggi alle 11 del mattino a Washington, le 18 in Italia, Benjamin Netanyahu entra alla Casa Bianca per chiedergli l’opposto. È il primo faccia a faccia da febbraio, da poco prima della campagna aerea congiunta. Il premier arriva con il biglietto d’ingresso comprato domenica: il gabinetto di sicurezza ha aperto Gaza al Board of Peace e a una fase pilota della forza internazionale di stabilizzazione, circa 200 uomini da Marocco e Uganda in un’area di prova a Rafah. Itamar Ben Gvir ha votato contro, Bezalel Smotrich a favore. Un piano fermo da mesi si sblocca quarantott’ore prima di un volo, e questo dice già quanto pesi la stanza in cui si atterra. Da parte sua, a Fox News, Netanyahu ha ripetuto che il nucleare iraniano deve finire «con o senza un accordo».
La lettera dei seicento
Il pomeriggio il premier lo passa al funerale di Lindsey Graham, morto l’11 luglio, il senatore che convinse Trump ad attaccare l’Iran e che il 4 marzo, al telefono, fu proprio lui a frenare sul Libano. Eppure il fronte più scomodo arriva da chi Israele lo ha difeso in divisa. Commanders for Israel’s Security, circa seicento fra generali, colonnelli ed ex dirigenti di Mossad, Shin Bet e polizia, ha scritto alla Casa Bianca alla vigilia. Firma l’ex generale Matan Vilnai: la violenza dei coloni in Cisgiordania rischia di incendiare la regione e di travolgere gli interessi americani. Gli apparati israeliani, ammettono, eccellono contro il terrorismo palestinese e restano fortemente limitati davanti a quello ebraico.
Anche i numeri stanno dalla loro parte. Ocha ha contabilizzato oltre 1.200 attacchi di coloni dall’inizio del 2026 in più di 240comunità, circa sei al giorno. I palestinesi uccisi da coloni sono 18 al 20 luglio, già oltre i 17 di tutto il 2025. Poi è arrivato il 24 luglio a Tell, presso Nablus: quattro palestinesi e due israeliani ammazzati, i soldati dentro l’ospedale, una moschea bruciata a Qusra, almeno 120 arresti in un fine settimana. E seicento ex comandanti scrivono a Washington invece che a Gerusalemme, che è il modo militare di dire che il proprio governo lo danno per irraggiungibile.
Lo stesso magazzino
L’inventario di venerdì pesa anche a duemila chilometri di distanza. Sempre venerdì un F-16 romeno ha abbattuto per la prima volta un drone dentro lo spazio aereo nazionale, uno Shahed secondo il presidente Nicușor Dan, con un missile AIM-9X da circa 450mila dollari. In volo c’erano due Eurofighter italiani della base di Mihail Kogălniceanu. Ne sono seguiti altri due, sabato e domenica sul Mar Nero. La Difesa di Bucarest conta 33 ingressi non autorizzati dall’inizio della guerra e la ministra Oana Țoiu ha convocato l’ambasciatore russo.
Luglio è il mese più letale per i civili ucraini dall’aprile 2022: almeno 377 morti e 2.129 feriti secondo i dati di Kiev. Solo nell’ultima settimana la Russia ha impiegato quasi 1.700 droni e oltre 50 missili balistici. Volodymyr Zelensky, ricevuto ieri a Londra dal nuovo premier Andy Burnham, ha scritto che ogni intercettore salva vite se sta nei sistemi ucraini e non nei magazzini degli alleati. Parla esattamente dello stesso magazzino che il generale Caine ha contato venerdì.
E sta tutto qui il punto della giornata. La sicurezza di Nablus, di Buzău e di Kharkiv dipende da un solo inventario e da un solo uomo, che a ottobre deve far rieleggere l’ospite di stasera e a novembre deve salvarsi il Congresso.