A Shujaiyeh l’esercito israeliano ha spianato un grande cimitero palestinese e ci ha costruito un campo di addestramento, che serve alla milizia armata palestinese la cui base sta lì accanto. Lo scrive Haaretz. L’inchiesta è del 26 agosto, su testimonianze di soldati israeliani, dati delle Nazioni Unite e immagini satellitari.
I gruppi armati sono cinque, a Beit Hanoun, Deir al-Balah, Khan Younis, Rafah e Shujaiyeh, ciascuno in un’area che l’esercito israeliano controlla. Hanno un nominativo sulla rete radio militare, compaiono sulle mappe di briefing, i loro uomini sono segnati nei sistemi di comando e controllo, e quando escono in operazione l’esercito che ha costruito i loro presìdi li copre con artiglieria e droni.
Poi c’è quello che fanno ai civili. Un ufficiale dell’Aeronautica ha raccontato a Haaretz i pick-up che arrivano, gli uomini che sparano sulla gente, le case svuotate e poi bruciate, mentre un altro militare ha riassunto così il compito che gli tocca: lo Stato, l’esercito e lo Shin Bet mandano «milizie addestrate a commettere crimini di guerra, e io sono quello che deve proteggerle durante le operazioni perché non si facciano male».
Il 27 agosto quattro palestinesi sono morti sotto i colpi israeliani, secondo i sanitari di Shifa e Nasser citati dall’Associated Press. Lo stesso giorno Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno smentito per iscritto ogni ordine di riaprire il valico di Erez alle merci: “Non ci sarà alcuna ricostruzione prima dello smantellamento dell’organizzazione terroristica Hamas e della completa smilitarizzazione della Striscia di Gaza”. Fonti di Hamas hanno intanto detto a Haaretz che le armi non verranno consegnate finché quelle milizie restano armate e protette. Il campo di addestramento sul cimitero di Shujaiyeh sta dentro quella Striscia.