Unione europea, il pasticcio della politica estera. Messo sotto i riflettori dall’ex commissario Borrell

ล uica vola a Gerusalemme mentre Kallas รจ bandita da Israele. Borrell accusa la Commissione di invadere la politica estera dell'Ue.

Unione europea, il pasticcio della politica estera. Messo sotto i riflettori dall’ex commissario Borrell

Dubravka ล uica, commissaria europea per il Mediterraneo, รจ andata a Gerusalemme il 22 giugno a stringere la mano al ministro degli Esteri israeliano e a ribadire l’amicizia tra Bruxelles e Israele. Nelle stesse ore l’alta rappresentante dell’Unione per la politica estera, Kaja Kallas, da Israele era di fatto bandita: Gideon Sa’ar aveva annunciato la rottura di ogni contatto dopo che alcuni media le avevano attribuito un paragone tra il trattamento dei palestinesi e il regime di apartheid sudafricano. Lo stesso giorno, due voci dell’Unione hanno detto il contrario l’una dell’altra.

A certificare il pasticcio รจ arrivato Josep Borrell, che quella politica estera l’ha guidata dal 2019 alla fine del 2024. In un’intervista a Politico parla senza perifrasi di ยซun bel pasticcioยป dentro la macchina diplomatica dell’Unione. ยซLa Commissione non parla in rappresentanza dell’Unione europea, la Commissione rappresenta solo la Commissioneยป, dice. Con quale autoritร , si chiede, una commissaria va in Israele a celebrare il rapporto con Tel Aviv mentre l’alta rappresentante รจ messa alla porta?

Chi parla per l’Europa

Il Trattato รจ esplicito. Assegna alla Commissione la rappresentanza esterna dell’Unione “ad eccezione della politica estera e di sicurezza comune”. Tradotto: commercio, allargamento e vicinato sono roba dell’esecutivo di Ursula von der Leyen, la politica estera resta agli Stati e all’alta rappresentante. Solo che il confine รจ saltato. Per Borrell la Commissione ยซha chiaramente esteso la volontร  di essere quella che comanda sulla politica estera e di sicurezzaยป.

Lo stesso attrito si รจ aperto sulla difesa. Nel 2024 von der Leyen ha nominato il primo commissario alla Difesa della storia dell’Unione, il lituano Andrius Kubilius, e nella lettera di missione gli ha chiesto di costruire una “Unione europea della difesa”. In teoria Kubilius si occupa solo di industria militare e appalti. Nei fatti gli รจ finito in mano un compito che il Trattato riserva all’alta rappresentante. ยซLa Commissione non puรฒ fingere di essere un Pentagono ombraยป, taglia corto Borrell.

La cacofonia dei ventisette

La confusione istituzionale, del resto, si innesta su una paralisi piรน vecchia. La politica estera europea si decide all’unanimitร , e l’unanimitร  รจ il grimaldello con cui un solo governo blocca gli altri ventisei. Per anni il veto รจ diventato merce di scambio nelle mani dell’Ungheria di Viktor Orbรกn, che ha frenato sanzioni alla Russia e aiuti a Kyiv: 48 le decisioni bloccate al Consiglio europeo, ha contato Euronews. Orbรกn ha perso le elezioni ad aprile e il 9 maggio 2026 a Budapest si รจ insediato il governo europeista di Pรฉter Magyar, ma il meccanismo resta. Tanto che von der Leyen รจ tornata a chiedere il voto a maggioranza qualificata sulla politica estera, come Parigi e Berlino ripetono da anni. Auguri: per togliere l’unanimitร  serve l’unanimitร .

Il prezzo si รจ visto su Gaza. Mentre le Nazioni Unite documentavano le violazioni israeliane, l’Unione non รจ riuscita per mesi a mettere insieme una posizione comune, incapace persino di nominare le responsabilitร  di Israele. E il Parlamento, che pure dovrebbe reggere la legittimitร  democratica del sistema, sulla politica estera comune viene consultato e poco piรน: vota risoluzioni, come il rapporto annuale sulla politica estera approvato a gennaio con 392 voti, che nessuno รจ obbligato a eseguire. Denuncia, e passa oltre.

Borrell chiede di ยซchiarireยป il sistema. Solo che il sistema รจ disegnato per restare confuso: ventisette capitali gelose delle proprie competenze e una Commissione che riempie ogni vuoto, mentre l’alta rappresentante รจ bandita dal Paese che una sua collega vola ad abbracciare. Il problema europeo in politica estera resta sempre lo stesso: parlano in troppi, e nessuno parla per tutti.