L’incubo del generale per il capitano: Salvini ha creato il suo carnefice e ora Vannacci pesa dove conta. A partire dalla legge elettorale

Otto deputati a Futuro Nazionale di Vannacci, la Lega di Salvini scavalcata in commissione (dove si decide la legge elettorale) e nei sondaggi

L’incubo del generale per il capitano: Salvini ha creato il suo carnefice e ora Vannacci pesa dove conta. A partire dalla legge elettorale

Il 6 giugno 2026, a Viareggio, Roberto Vannacci ha definito l’ultima ondata di acquisti “il nostro sbarco in Normandia”. Quattro deputati in un colpo: Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof dalla Lega, Attilio Pierro e Davide Bergamini da Forza Italia ma cresciuti nel Carroccio, più l’economista Antonio Maria Rinaldi, ex eurodeputato leghista. Futuro Nazionale sale così a 8 deputati alla Camera, la componente più nutrita del gruppo Misto. E i conti, per Matteo Salvini, non tornano proprio dove fanno più male.

Lo ha spiegato Pagella Politica: nella Commissione Affari costituzionali della Camera, quella da cui passa la riforma elettorale, Futuro Nazionale conta ora 3 deputati contro i 2 della Lega. All’inizio della legislatura il Carroccio ne aveva 5, il capogruppo Igor Iezzi, Simona Bordonali, Edoardo Ziello, lo stesso Bof e Laura Ravetto. Ziello, Bof e Ravetto sono passati con Vannacci. Così, in aula il partito del generale vale un sesto dei deputati leghisti, eppure nella commissione che decide le regole di voto conta di più. L’uomo che Salvini ha fatto entrare dalla porta principale lo supera esattamente lì dove la porta dà sul potere.

La Lega che si sfalda

Intanto il partito frana anche lontano dalle commissioni. Il sondaggio Swg del 1° giugno dà la Lega al 5,8% e Futuro Nazionale al 4,6%: 1,2 punti, una distanza più che dimezzata in un mese, e in altre rilevazioni il Carroccio finisce perfino scavalcato da Alleanza Verdi-Sinistra. Lettera43 raccoglie i messaggi che girano ai piani alti della maggioranza, Salvini “sta perdendo il partito”, “ormai è finito”. Dato per spacciato al Papeete, dato per spacciato al sorpasso di Forza Italia, il segretario è sopravvissuto a tutto. Solo che stavolta la minaccia porta il nome di chi ha voluto lui. Lettera43 ricorda l’aprile 2012, le scope agitate alla Fiera di Bergamo per umiliare Umberto Bossi: a portarle, allora, era stato proprio Salvini. La ruota, nel Carroccio, gira.

E allora corre ai ripari. Per il ritiro di Treviso, il 4 e 5 luglio, Salvini avrebbe offerto a Luca Zaia la vicesegreteria, con Massimiliano Fedriga e Claudio Durigon a chiudere la squadra. Zaia, campione di preferenze con 203mila voti alle regionali venete, vuole garanzie su tutto, un partito nordista dentro il partito, autonomia sulle liste, mano sulla campagna. La Lega ritiene “prive di fondamento” le ricostruzioni, dice. Del resto c’è già chi teme che uno spazio così largo al doge equivalga al commissariamento del segretario.

La trappola delle preferenze

C’è poi la legge elettorale, ed è qui che gli otto di Vannacci pesano davvero. Il 4 giugno la Commissione ha adottato il testo base, il cosiddetto “Bignami bis”, dal capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami: premio fisso di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato a chi supera il 42%, niente ballottaggio, liste bloccate. Gli emendamenti vanno depositati entro l’11 giugno. E proprio sulle preferenze il centrodestra è spaccato, Fratelli d’Italia e Noi Moderati le rivogliono, Forza Italia e Lega le rifiutano.

A Viareggio Vannacci ha rilanciato, Futuro Nazionale “si sta battendo” perché le preferenze tornino. Tradotto: basta un emendamento dei suoi tre deputati in commissione per costringere la maggioranza a contarsi e a mostrare le crepe. Lì il centrodestra ha 17 voti su 32, le opposizioni 13, e se i tre vannacciani votassero col campo largo la maggioranza rischierebbe di andare sotto. L’ago della bilancia, nella commissione che riscrive le regole del voto, ce l’ha in mano un partito che da solo non ha un seggio di gruppo.

Salvini lo chiamò in politica nel 2024, lo decorò vicesegretario per tenerlo al guinzaglio. Oggi quel guinzaglio decide dove vota la Lega. Lo sbarco è cominciato, dice il generale. E stavolta la spiaggia è quella di casa.