Dopo il tentato attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia e i presunti casi di guerra ibrida di Mosca contro Berlino, la tensione continua a salire e si rischia un incidente che potrebbe condurre a scenari disastrosi. Contrariamente a quanto si possa pensare, a sostenere questa tesi non è un giornale tedesco, ma il capo degli 007 tedeschi, Martin Jaeger, in un’audizione pubblica presso la Commissione parlamentare di controllo dei servizi segreti al Bundestag.
Secondo Jaeger, “il sostegno dell’Ucraina è un interesse centrale della Germania. E questo vale anche per l’Europa e per i partner della Nato. È un’illusione pensare che con la fine della guerra in Ucraina finirà anche lo scontro con la Russia perché l’impostazione revisionista di Mosca va oltre l’Ucraina”. Per questo, il capo dell’intelligence tedesca ha spiegato che “se l’Ucraina fosse sconfitta, le conseguenze per l’architettura della sicurezza dell’Europa e dei Paesi Nato sarebbero molto gravi”.
Sale la tensione tra Germania e Russia
Del resto, prosegue nel suo ragionamento, la Germania sta diventando “il maggior ostacolo della proiezione egemonica della Russia e, di conseguenza, è un obiettivo delle azioni russe”. Cosa significa? Lo spiega lo stesso Jaeger: la Russia potrebbe essere in grado di attaccare la Nato nel 2029. Subito dopo il capo degli 007 ha precisato che si tratta di un’ipotesi, perché “attualmente non ci sono indicazioni di un imminente attacco russo su larga scala contro il territorio della Nato. La Russia è ancora fortemente impegnata nella guerra in Ucraina”, mentre lo scenario che desta particolare attenzione “è quello del Baltico”, dove non si possono escludere possibili azioni militari a bassa intensità finalizzate a “testare” la Nato.
In quel caso, secondo Jaeger “la Germania rischia di essere trascinata in un conflitto violento con la Russia”. Parole del capo dell’intelligence che hanno scatenato la paura in tutta l’Ue, al punto che il portavoce del cancelliere tedesco Merz, Steffen Meyer, si è detto “un po’ sorpreso che frasi del genere possano ancora suscitare tanta sorpresa”, sottolineando che il rischio di escalation esiste e che per questo la Germania è impegnata per prevenirlo.
Si scalda il fronte orientale d’Europa
Che la tensione tra Germania e Russia stia salendo è sotto gli occhi di tutti. E non sembra un caso che, in occasione del viaggio a Kiev del cancelliere Friedrich Merz, le forze russe abbiano preso di mira la capitale ucraina e un ponte strategico sul Dnipro. Nelle stesse ore, infatti, Mosca aveva invitato cittadini stranieri a lasciare l’Ucraina. Un invito che Mosca ha ribadito ieri con il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui la decisione dei Paesi stranieri di evacuare o meno le loro ambasciate da Kiev “non influirà sulla prosecuzione dei bombardamenti russi”.
Quel che è certo è che gli attacchi su Kiev durante la visita del cancelliere tedesco sono stati interpretati dalla ministra tedesca dell’Economia Katherina Reiche come intenzionali. “Sono fermamente convinta che la leadership russa sapesse esattamente dove colpire per lanciare segnali chiari”, ha dichiarato Reiche. Quale sarebbe il messaggio? Lo spiega la stessa ministra: “Spaventare, dissuadere. Forse creare insicurezza, forse impedire che vengano conclusi accordi o che ci si rassicuri sulla reciproca solidarietà”.
Ma non è tutto. L’intero fronte orientale d’Europa è in apprensione, come racconta il Financial Times secondo cui l’Estonia, preparandosi a possibili provocazioni da parte di Mosca, sta spostando truppe vicino al confine russo e, di pari passo, procede con l’acquisto di armi in grado di colpire in profondità il territorio della Federazione Russa. Insomma, la situazione si sta surriscaldando e, sebbene non vi siano indicazioni di un imminente attacco russo su larga scala contro la Nato e nessuno voglia un’escalation, appare chiaro che sta crescendo sensibilmente il rischio di incidenti che potrebbero far precipitare la situazione, aumentando ulteriormente la tensione sul fianco orientale dell’Alleanza.