#WorldPressFreedomDay. Anche i social festeggiano la giornata mondiale della libertà di stampa. E scoprono che di giornalisti liberi ce ne sono sempre meno

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Seconda solo all’iconica pace nel mondo, la conquista civile più invocata dall’uomo è la libertà di stampa. Lo sapeva bene l’Assemblea generale dell’ ONU, che nel 1993 ha proclamato ed inaugurato il World Press Freedom Day. Oggi, 3 maggio 2016, ricorre quel fatidico giorno dell’anno in cui ci si impegna a festeggiare la libertà di stampa ed il diritto d’informazione nelle sue più svariate e complesse sfumature. Più che una celebrazione fine a se stessa, questa nasce come un’occasione per fare ogni anno il punto della situazione globale sullo stato di salute della libertà di espressione e per rendere un dovuto omaggio ai giornalisti che hanno perso la vita nell’esercizio del loro lavoro.

“In memoria dei giornalisti uccisi e a sostegno di quelli minacciati”, sottolinea un @Fabricondo sensibile alla causa e vicino a chi ormai non può più parlare per difenderla.

“… responsabili solo di fare il proprio lavoro con professionalità: i giornalisti”, aggiunge @TomTommygv.

“Nonostante tutto quello che ci succede attorno, oggi è il #WorldPressFreedomDay. Crediamoci e difendiamola scrive con  fiducia ed ottimismo un @ROBZIK da prendere ad esempio.

Più macina chilometri il progresso tecnologico, più le professioni incentrate sulla comunicazione devono cercare di tenere il passo e adeguarsi ad un’evoluzione necessaria. Ieri la carta stampata era la regina indiscussa del mondo dell’informazione, oggi ha dovuto rinunciare alla corona in favore di un clima di collaborazione con internet e le sue innovative (spesso bizzarre) forme di divulgazione.

Tanto è stato fatto, ma tantissimo ancora c’è da fare sul fronte della lotta alla censura e al bavaglio.

“Oggi è il #WorldPressFreedomDay e in Egitto arrestano due giornalisti”, denuncia con amara ironia un @intelligonews parecchio sul pezzo.

La #libertadistampa nel mondo oggi. #Italia fanalino di coda in #Europa  #WorldPressFreedomDay #NoBavaglio” registra con piglio analitico @carolinatocci.

#WorldPressFreedomDay #libertadistampa Italia:77imo posto. 50 giornalisti sotto scorta” fa notare @bacannata, gettando le basi di una discussione complessa che andrebbe poi affrontata con serietà.

Lo spettro della diffamazione è sempre dietro l’angolo. E’ vero. Ma la recente crescita esponenziale del numero di cause e risarcimenti di danni non aiuta granché in tema di tutela della libertà di stampa. Una strada utile da battere sarebbe quella invocata più volte e su più fronti: un allineamento di principi e soluzioni da parte delle legislazioni nazionali in materia di libertà dei media e diritto all’informazione. Dinanzi a problemi comuni, una gamma di soluzioni comuni regalerebbe rassicurazione ed efficacia.

“Non tutti possono dirsi fortunati! La libertà di stampa è un privilegio da non sottovalutare”. ricorda con saggezza @BeingAndrea.