Conte non fa sconti a Bruxelles: “Dal commissario Oettinger un pregiudizio inaccettabile contro la manovra”. Difende Mattarella: “Da Grillo posizioni personali”. E assolve Salvini: “Né xenofobo né razzista, il dl sicurezza è nel contratto”

dalla Redazione
Politica

Intervento del premier Giuseppe Conte alla stampa estera. Il presidente del Consiglio ha parlato a lungo dei rapporti con Mosca, della Libia, ma è tornato anche sulla manovra, replicando duramente, senza citarlo, il commissario al Bilancio Günther Oettinger, che la settimana scorsa aveva anticipato la bocciatura della legge di bilancio da parte di Bruxelles. “Se un commissario Ue prima di leggera la manovra e prima che arrivi la lettera dell’Ue – ha detto Conte – mi dice che questa manovra verrà rigettata, io dico che che è un pregiudizio e che è inaccettabile che provenga da chi rappresenta un’istituzione” come l’Unione europea. Poi, parlando in inglese, il premier ha detto: “Read my lips: there is no way for Italexit, to get out from Europe or Eurozone”, aggiungendo, in italiano, che “non c’è nessuna possibilità di ‘Italexit’, di uscire dall’Europa o dall’Eurozona”.

Non poteva mancare, ovviamente, un passaggio sul rapporto con il padre fondatore del M5S, Beppe Grillo, dopo le dichiarazioni al Circo Massimo contro il Quirinale. “Le dichiarazioni di ieri – ha detto il premier – impegnano chi le ha fatte: anche il M5s ha prontamente dichiarato che quelle sul capo dello Stato sono posizioni personali di Grillo che non coinvolgono affatto il M5s o un manifesto politico. Non c’è nulla del genere nel contratto di governo”.  E ha aggiunto: “C’è stata una mia conversazione col presidente della Repubblica, abbiamo anche commentato ma il presidente era molto sereno. Non montiamo polemiche inutili”.

Conte ha parlato anche dei rapporti con la Lega. “Con Salvini – ha chiarito – ci incontriamo spesso. Viene descritto come razzista e xenofobo, ma nei nostri dialoghi non ho mai raccolto elementi né di xenofobia né di razzismo. La verità è che c’è un cambiamento di politica anche sull’immigrazione. Alcune frasi o dichiarazioni possono sembrare molto veementi, ma le politiche del governo (il decreto sicurezza, ndr) sono in linea con gli standard europei, con la Carta dei diritti firmata a Nizza, con i trattati europei e con i nostri principi costituzionali”.

Non c’è solo il nodo della finanziaria nel lungo intervento di Conte alla stampa estera. “E’ importante”, ha detto Conte riferendosi alla sua missione in Russia, da domani, “perché non ho ancora incontrato Putin e sarà sicuramente un passaggio significativo”. “La Russia – ha aggiunto il premier – è un importante player per tutte le crisi internazionali, gioca un ruolo molto importante e bisogna sicuramente auspicare un dialogo con la Russia. Non vengo meno a quello che ho anticipato al G7: bisogna muoversi per un G8 che abbia anche Putin attorno al tavolo”.

Quanto alle sanzioni contro Mosca, “non costituiscono un fine, sono un mezzo: ci rendiamo conto che sono legate agli accordi di Minsk e vanno ricollegate ad essi”. Ma non è tutto: “Non è con le sanzioni che risolveremo il problema e poi non vogliamo che possano mortificare la società civile russa o incidere sul tessuto produttivo”.  A Mosca, ha detto ancora Conte, “avrò importanti incontri, sarà l’occasione per rilanciare la partnership nell’ambito economico e commerciale”.

Il premier ha parlato anche del caso Jamal Kashoggi, il giornalista ucciso al consolato saudita in Turchia. “L’Italia – ha aggiunto il premier – attende risposte che siano credibili, il caso Kashoggi è assolutamente preoccupante. Consideriamo il fatto molto grave in sé ma vorremmo avere contezza di tutti gli elementi prima valutare insieme ai nostri partner internazionali. E’ un caso che non può terminare con versioni che non siano esaurienti”.

In vista della conferenza di Palermo, Conte ha parlato anche della Libia. “Pensare che si possano svolgere in dicembre le elezioni – ha detto – mi sembra una speranza un po’ improvvida ma non deciderà l’Italia. A Bruxelles ho condiviso questa valutazione con il presidente Macron che mi ha confermato tutto il coinvolgimento della Francia sulla conferenza di Palermo e mi è parso anche lui consapevole”. Quanto alla prossima conferenza di Palermo, il presidente del Consiglio avverte: “Non risolverà il caso della Libia, se non avremo un testo finale non diremo che la conferenza è stato un fallimento. E’ convocata questa conferenza in spirito di piena collaborazione con tutti gli stakeholders libici in particolare, saremo inclusivi ed è giusto che siano loro a decidere del loro futuro”.