La Castelli finisce alla sbarra. Il viceministro in un post insinuò inciuci tra l’ex sindaco di Torino Fassino e una candidata romena

di Daniela Fratini
Cronaca

Il post su Facebook è costato un processo al viceministro all’Economia Laura Castelli. Tutto nasce durante la campagna elettorale delle elezioni amministrative di Torino nel 2016, quando la Castelli era deputata del Movimento 5 stelle e Piero Fassino correva per il Comune. In un post la ministra scriveva: “Che legami ci sono tra i due?” La domanda era tendenziosa, sotto la foto di una giovane abbracciata a Fassino, e corredata dalla pacifica insinuazione: “Fassino dà un appalto per il bar del tribunale a un’azienda fallita tre volte, che si occupa di aree verdi, con un ribasso sospetto. La Procura indaga. Fassino candida la barista nelle sue liste. Quantomeno inopportuno, che ne dite?”.

La protagonista dell’immagine, scattata accanto al sindaco e tagliata ad arte per escludere il resto del gruppo, era Lidia Lorena Roscaneanu, romena di 31 anni, candidata con il Pd alla Circoscrizione 3 del capoluogo piemontese. Ora per quel post la Castelli è finita alla sbarra con l’accusa di diffamazione aggravata. E con lei altri 18 membri della sua comunità di riferimento che hanno risposto a ruota al messaggio della deputata con un diluvio di insulti pesantissimi. Secondo il gup, l’onorevole merita di essere mandata a processo anche perché “la provocazione veniva colta a piene mani dal popolo del web”. E adesso dopo due anni il sostituto procuratore Barbara Badellino ha formulato l’imputazione. Nelle scorse settimane la pm ha quindi chiesto la fissazione dell’udienza. Ma ancora non si sa la data.