“Sono rimasto con 14 euro, se sei malato curarsi ha pesanti risvolti economici”: parla il giornalista Paolo Guzzanti

Parla l'ex giornalista e politico, Paolo Guzzanti: "La sanitร  pubblica resiste, ma oggi viene depotenziata".

“Sono rimasto con 14 euro, se sei malato curarsi ha pesanti risvolti economici”: parla il giornalista Paolo Guzzanti

โ€œLa misura dellโ€™aiuto che vi chiedo รจ libera, piccola e a piacere. Mi si sono ingorgate le spese mediche per quattro interventi in un anno non coperte da assicurazione e una valanga di tasse che, per quanto previste, mi hanno lasciato letteralmente a terra con soli 14 euro in contantiโ€. Uno dei passaggi del toccante messaggio che, assieme ad un nucleo ristretto di persone alle quali dichiara di destinare stima e affetto – ho ricevuto una manciata di giorni fa. Lui รจ Paolo Guzzanti, 85 anni. Giornalista, politico, saggista. Ma la sua storia assomiglia a quelli di molti italiani.
Paolo, definisci la tua richiesta di aiuto come โ€œquanto di piรน umilianteโ€, eppure hai avuto non solo la forza di chiedere supporto ma anche quella di divulgare un messaggio che permetterร  certamente a molte persone di sentirsi meno sole. Ma partiamo dalla salute. Come stai?
โ€œMi sono ritrovato ad essere un malato renale, con una importante insufficienza. Da dicembre a febbraio ho subรญto ben quattro interventi. Oggi va meglio, ma ho sofferto anche di โ€œpiccola depressioneโ€, quella condizione che ti porta a lasciarti andare e a non avere nemmeno la voglia di alzarti dal letto per lavarti i dentiโ€.

La sanitร  pubblica italiana non se la passa bene, molte persone per curarsi finiscono sul lastrico a causa delle liste dโ€™ attesa interminabili che costringono a ricorrere alla sanitร  privata. Il diritto alla salute garantito dalla nostra Costituzione รจ forse in pericolo?
โ€œLa comunissima catena che spinge ad andare da un medico allโ€™altro in presenza di una malattia, o di approfondimenti diagnostici ha dei risvolti economici pesanti e anche quelli psicologici che ne conseguono non sono da meno. Per ben 50 anni ho pagato da giornalista lโ€™assicurazione e sono dunque un โ€œprivilegiatoโ€ (a mie spese, si intende!), ma a molte persone questa possibilitร  รจ stata preclusa e oggi sono un numero in liste di attese interminabili dove si rischia anche la vita. La sanitร  pubblica oggi esiste e resiste, ma subisce depotenziamenti per quantitร  e qualitร . Pensiamo alla carenza di medici o di macchinari adeguati nelle strutture ospedaliere. In alcuni casi, abbiamo anche il paradosso di disporre dei mezzi ma non di risorse umane adeguatamente formate al loro utilizzoโ€.

Spese mediche, ma anche tasse. Lโ€™Istat certifica lโ€™aumento della pressione fiscale di almeno un punto con il 23.1% di italiani a rischio povertร . Intanto, cresce lโ€™Iva su alcuni beni essenziali, mentre si vuole abbassare sulle ostricheโ€ฆ
โ€œNella parata delle nazioni siamo nella classifica tra quelli maggiormente tassati. Ma, attenzione, perchรฉ gli altri paesi – tassati come o piรน di noi – hanno perรฒ un aspetto diverso. Il Fisco non รจ solo lโ€™aguzzino che riscuote le tasse e sanziona se non tutto รจ in ordine. Viene a casa tua, verifica ciรฒ di cui tu hai bisogno, viene a conoscere i tuoi problemi (fosse anche solo lโ€™apparecchio odontoiatrico di cui necessitano i figli) per cui lo Stato chiede dei soldi, ma ti garantisce dei servizi. Invece, in Italia lo Stato chiede i soldi per coprire dei debiti. Non sono un tecnico e non posso indicare la via da seguire, ma credo che qualcosa in piรน – anche nellโ€™ultima legge di bilancio – doveva essere fatta per ridurre la sproporzione tra quanto dobbiamo corrispondere di tasse e la qualitร  di ciรฒ che ci viene reso in cambio. Cโ€™รจ un detto americano che rende lโ€™ideaโ€ฆโ€.

Quale?
โ€œNo taxation without representation, espressione della rivoluzione americana. In sostanza, il cittadino ha il diritto di stare nella stanza dei bottoni per decidere e monitorare come vengono spesi i suoi soldi. Non vogliamo restare fuori dalla porta per poi conoscere e subire passivamente il livello di tassazione!โ€.

Paolo tu hai avuto due mogli e da ognuna di loro sono nati tre figli. Nel contrasto allโ€™inverno demografico, si sta facendo abbastanza? Quanto รจ difficile metter su famiglia oggi in Italia?
โ€œNapoleone diceva โ€œprima entri in combattimento, poi ti dai da fareโ€. Dobbiamo dire che cโ€™รจ stato un cambiamento culturale che ha condotto a una asettica programmazione dei figli sulla base del mutuo, per cui il momento giusto per diventare genitori – per come vanno le cose – sembra davvero non arrivare mai! Ma alla consapevolezza di questo mutamento generazionale non bisogna trascurare la carenza oggettiva di asili nido (anche i privati dovrebbero fare di piรน per il welfare!) che consentano alle donne di conciliare i tempi di vita con quelli del lavoro. In merito alla 194, ricordando che quello allโ€™aborto รจ un diritto intangibile, bisognerebbe sostenere quelle donne che vi ricorrono e che vorrebbero tenere il bambino, ma non hanno le risorse economiche per farlo. Lo Stato ha il dovere di intervenire anche a loro sostegnoโ€.

Famiglie che nascono ma anche altre che in qualche modo finiscono, o semplicemente si trasformano.
โ€œSรฌ, il mio secondo divorzio รจ stato devastante e ha contribuito fortemente alla situazione di difficoltร  economica in cui oggi vivo. Cinque anni di aule giudiziarie, perchรฉ la mia ex pretendeva che il mantenimento a lei corrisposto fosse sempre quello di quando avevo la carica di parlamentare. Divorziare รจ un lusso, invece dovrebbe essere un diritto garantito come lโ€™aborto, o come tutto ciรฒ che regola la vita civileโ€.

Paolo, tu dipingi. Cosa rappresenta per te questa dimensione?
โ€œUna passione che coltivo da bambino, da ragazzo ho avuto una vera folgorazione con Pollock. Provo un piacere personale a stare davanti a una tela vuota e le mani agiscono ben oltre le intenzioni. Rotture o armonie che ne scaturiscono non sono raccontabili, ma sono semplicemente ioโ€.