Diversi Stati membri dell’Ue sarebbero pronti a impugnare l’accordo che rafforza il ruolo del Parlamento europeo e che è stato recentemente stipulato con la Commissione europea. A rivelarlo è Politico, con un articolo in cui viene raccontata la bozza di lettera del Consiglio Ue secondo cui alcuni Paesi considererebbero questa modifica in contrasto con l’equilibrio istituzionale fissato dai Trattati.
L’equilibrio che scricchiola
La bozza di lettera del Consiglio dell’Unione europea parla di “forti riserve” davanti all’intesa siglata a settembre dalla presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola e dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen che promette un “trattamento paritario” tra Consiglio e Parlamento nel processo legislativo. Un punto fortemente contestato dai governi, secondo cui nei Trattati è previsto espressamente che il Consiglio goda di un perimetro più ampio rispetto all’Assemblea eletta.
Missiva in cui si legge esplicitamente anche che se le parti giudicate “problematiche” non verranno riviste, il Consiglio si riserva di ricorrere alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Il nodo degli accordi internazionali
C’è poi un altro nervo scoperto che viene sottolineato nella bozza finita nelle mani di Politico, ossia l’influenza dell’Eurocamera sugli accordi esterni. Un nodo che è apparso evidente nel recente stallo sull’intesa commerciale con il Mercosur – negoziata dai governi per oltre venticinque anni – che ha lasciato non pochi strascichi. Gli eurodeputati, sempre secondo la lettera, avrebbero rallentato il percorso di attuazione dell’intesa commerciale, con una mossa che, a quanto pare, i governi non hanno affatto gradito.
La replica dell’Eurocamera
Il relatore dell’intesa, il tedesco conservatore Sven Simon, respinge le accuse di “presa di potere”. Parla di testo conforme al diritto dell’Unione, di maggiore responsabilità democratica, e quindi di un’Europa più trasparente. E definisce “deplorevole” l’atteggiamento di Stati concentrati, a suo dire, su riflessi nazionali e cavilli procedurali che non fanno il bene dell’Ue.
La questione è ora sul tavolo degli ambasciatori, sotto la presidenza di turno cipriota del Consiglio. La lettera potrebbe essere approvata a breve, forse già domani, e inviata alle altre istituzioni europee.