Sono addirittura duecentocinquantaquattro le vite spezzate, nel 2025, all’interno delle carceri italiane. A diffondere il dato shock รจ il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertร personale (Gnpl), che ha pubblicato il nuovo rapporto sui decessi nei penitenziari fondato sui dati provenienti dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.
La strage nelle carceri continua
Nel rapporto il bilancio dei decessi viene diviso in cinque categorie: suicidi, cause naturali, cause da accertare, accidentali e omicidi. E stando a quanto si legge i casi accertati di persone che hanno deciso di togliersi la vita sono stati benย 76, pari a quasi il 30% del totale. Le morti per cause naturali sono 125, ossia poco meno della metร del totale dei decessi registrati nel 2025.
Ma non รจ tutto. Secondo il rapporto sono 50 i decessi ancora โda accertareโ, ossia quasi il 20%. Si tratta di decessi per i quali la causa non รจ ancora stata stabilita con certezza, in attesa dei risultati di esami medico-legali oppure degli sviluppi giudiziari. Soltanto tre morti, invece, sono attribuibili a quelli che vengono definiti “incidenti”.
Dati alla mano, rispetto al 2024 i decessi complessivi sono lievemente aumentati passando da 246 vittime a 254. Fortunatamente cala, seppur lievemente, il numero di suicidi che, pur nella drammaticitร del dato, scendono da 83 a 76.
Preoccupa la forte crescita della popolazione carceraria
Sempre secondo il Garante, a preoccupare รจ anche l’aumento, tutt’altro che risibile, della popolazione carceraria media che รจ passata da 53.758 persone registrate nel 2021 alle 62.841 conteggiate nel 2025, segnando un balzo del 16,9%. Com’รจ facilmente intuibile, a fronte di piรน presenze nelle carceri, cresce anche la tensione che rende la vita dei detenuti sempre piรน pesante e difficile da affrontare.