Con l’attenzione globale concentrata sul conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, è ormai scomparsa dalle cronache la guerra in Ucraina, che vede contrapposti Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. Eppure questo scontro militare, iniziato nel febbraio 2022, è tuttora in corso e continua a mietere morte e distruzione. In questo momento, il principale fronte di combattimento è quello del Mar Nero, dove da giorni Mosca e Kiev si scambiano colpi durissimi, attaccando le rispettive città portuali.
Il Cremlino, infatti, martella Odessa: nelle ultime 24 ore si registrano tre morti e sedici feriti. L’esercito ucraino risponde colpendo Novorossiysk; secondo le autorità locali si contano otto feriti e sarebbe stato danneggiato un terminal petrolifero. L’obiettivo, stando al ministero della Difesa russo, sarebbe quello di interrompere il flusso di greggio proveniente dal Kazakhstan e diretto in Europa.
Ucraina, Zelensky propone una tregua energetica
Gli attacchi reciproci alle città portuali e alle infrastrutture energetiche rischiano, com’è facilmente intuibile, di allontanare ulteriormente ogni tentativo diplomatico di giungere alla tanto attesa pace. Proprio per questo Zelensky si è detto pronto a una tregua energetica: “Se la Russia è pronta a cessare gli attacchi al nostro settore energetico, saremo pronti a rispondere allo stesso modo. Questa è la nostra proposta, tramite gli americani, alla parte russa”.
Un appello che, però, sembra essere caduto nel vuoto: l’amministrazione russa guidata da Putin, almeno per il momento, ha scelto il silenzio.