Iran-Usa, per Al Arabya l’accordo sarebbe a un passo. Ma resta lo scoglio del nucleare. Rubio: “Trattiamo ma lavoriamo a un Piano B”

Intanto Trump fa il gradasso: "L'Iran muore dalla voglia di fare un accordo”. "Li abbiamo colpiti duramente e non avevamo scelta", aggiunge

Iran-Usa, per Al Arabya l’accordo sarebbe a un passo. Ma resta lo scoglio del nucleare. Rubio: “Trattiamo ma lavoriamo a un Piano B”

Sarebbe a un passo il nuovo accordo tra Iran e gli Stati Uniti che dovrebbe scongiurare la ripresa del conflitto e sbloccare lo Stretto di Hormuz. A dirlo, ieri, l’emittente Al Arabya secondo la quale la sottoscrizione del possibile accordo mediato dal Pakistan potrebbe essere imminente.

Secondo le indiscrezioni, i punti chiave della bozza che è in discussione includono il cessate il fuoco immediato, la garanzia della libertà di navigazione a Hormuz e la graduale revoca deIle sanzioni statunitensi. Inoltre, l’accordo dovrebbe entrare in vigore subito dopo l’annuncio ufficiale da parte di entrambe le parti. A suffragare l’ipotesi di un accordo vicino, l’arrivo ieri in Iran del capo dell’esercito del Pakistan, il generale Asim Munir.

Trump: “L’Iran muore dalla voglia di fare un accordo”

Nelle stesse ore ieri il presidente americano Donald Trump ripeteva, durante la cerimonia del giuramento del nuovo presidente della Federal Reserve, che l’Iran “muore dalla voglia di fare un accordo”. La Repubblica islamica è desiderosa “di fare un accordo, vedremo cosa succede”, ha aggiunto, “ma li abbiamo colpiti duramente e non avevamo scelta perché l’Iran non può avere un’arma nucleare. Non possono averla”.

I nove punti dell’intesa

L’intesa preparata dagli Usa e recapitata a Teheran dal Pakistan, comprendere nove punti principali:

  • un cessate il fuoco immediato, globale e incondizionato su tutti i fronti;
  • l’impegno delle due parti a non colpire le infrastrutture; la cessazione delle operazioni militari e della guerra mediatica;
  • il rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale e la non ingerenza negli affari interni;
  • la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo;
  • l’istituzione di un meccanismo congiunto di monitoraggio e risoluzione delle controversie;
  • l’apertura di negoziati sulle questioni irrisolte entro sette giorni;
  • una graduale revoca delle sanzioni statunitensi in cambio del rispetto degli impegni da parte dell’Iran;
  • la riaffermazione dell’adesione al diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite.

Rubio: “Lavoriamo a un piano B”

Una fonte ha tuttavia riconosciuto che la questione dell’uranio altamente arricchito resta il principale punto di stallo dei negoziati. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti “sperano di raggiungere un accordo” e che e si registrano alcuni “progressi”,  ma resta ancora molto da fare.

Quindi per Rubio è fondamentale “elaborare un piano B” per gli scenari in cui l’Iran si rifiutasse di riaprire lo stretto o imponesse un pedaggio. “Dobbiamo cominciare a pensare a cosa faremo se, tra qualche settimana, l’Iran decidesse di tenerlo chiuso”, ha detto detto al termine della ministeriale Nato.