L'Editoriale

Giorgiadomyr Melonensky

Il sospetto che il vero danno non lo abbia fatto Trump scaricando Meloni, ma la nostra premier aggrappandosi a Zelensky รจ sempre piรน forte

Giorgiadomyr Melonensky

Ora che il rapporto con Trump non รจ piรน lo stesso, come รจ tornato a ribadire ieri il presidente Usa dopo aver scaricato la premier italiana, a Meloni non resta che aggrapparsi a Zelensky come e piรน di prima. Eโ€™ il paradosso finale del divorzio sovranista consumatosi tra i due leader: Donald che scarica brutalmente Giorgia malgrado lo abbia assecondato sui dazi, sul 5% del Pil per il riarmo Nato, sul Venezuela e perfino sullโ€™Iran.

Su tutto tranne una cosa: il tentativo – prima di iniziare a scatenare guerre in giro per il mondo al guinzaglio di Netanyahu – di chiudere il conflitto in Ucraina, fallito anche per il sistematico sabotaggio dellโ€™Ue, da cui lโ€™Italia, guidata da una premier sedicente sovranista che sullโ€™interesse nazionale ha costruito le sue fortune elettorali, avrebbe avuto e avrebbe solo da guadagnare.

Al contrario, con il rinnovato giuramento di eterna fedeltร  alla causa Ucraina, ribadito di fatto ieri a reti unificate da Palazzo Chigi e dal Quirinale a Zelensky, Meloni insiste con il solito copione: pieno sostegno a Kiev nella guerra contro la Russia. Non si sa fino a quando e con quali obiettivi, mentre se ne conoscono benissimo gli effetti.

Non fossโ€™altro per averli sperimentati in questi quattro anni: miliardi spesi in armi (per lo piรน dagli Stati Uniti) e danni economici (impennata dei prezzi dellโ€™energia, sempre ingrassando gli Usa) in conseguenza delle auto-sanzioni comminate a Mosca e ora aggravati dalla crisi iraniana. Il sospetto che il vero danno allโ€™Italia non lo abbia fatto Trump scaricando Meloni, ma la nostra premier aggrappandosi a Zelensky รจ sempre piรน forte.