Davanti a un cambiamento climatico che procede spedito e pressoché incontrastato, c’è da attendersi un’estate complicata. A dirlo chiaramente è Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), che sottolinea come il meteo di questi giorni continui a fare le bizze. Proseguono infatti le forti piogge al Mezzogiorno e sulle isole, mentre all’orizzonte si teme il ritorno di El Niño che, come osservato negli anni più recenti, potrebbe favorire l’alta pressione africana durante l’estate, con conseguenti ondate di calore, siccità e temperature molto al di sopra della media stagionale.
Ancora più preoccupante è il fatto che questo clima estremo potrebbe persistere anche nella stagione autunnale, accompagnato però da fenomeni meteorologici di forte intensità. “Nella prospettiva di questo scenario, fa rabbia la consapevolezza delle risorse idriche sversate a mare nelle scorse settimane proprio in quelle zone che più hanno sofferto la sete nei mesi precedenti: il timore è di dover rimpiangere quella sovrabbondanza d’acqua, qualora si verificasse un protrarsi della stagione secca e del clima torrido”, precisa Vincenzi.
Anbi prevede un’estate torrida e chiede alla politica di darsi da fare per mettere in sicurezza le risorse idriche
Ma non è tutto. L’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche sottolinea infatti come sia ormai ricorrente che alle emergenze idriche facciano seguito eventi meteo estremi. Proprio per questo, Massimo Gargano, direttore generale di ANBI, chiede di “avviare il Piano di efficientamento della rete idraulica e il Piano invasi multifunzionali, proposto con Coldiretti”, che avrebbe “anche la funzione di calmierare l’estremizzazione degli eventi atmosferici”.
“Questa settimana abbiamo presentato il contributo ideativo dei Consorzi di bonifica e irrigazione al Piano idrico del Paese: 266 progetti cantierabili lungo l’intero Stivale che, grazie a un investimento di 7 miliardi e 300 milioni, non solo miglioreranno la condizione del territorio italiano, ma attiveranno oltre 57.000 posti di lavoro. I progetti ci sono ed anche le risorse, almeno in parte: spetta a chi di dovere accelerare per dare risposte concrete di adattamento alla crisi climatica”.