Un numero, una previsione, una cifra per rilanciare l’assalto a Commerzbank. Unicredit non si arrende e torna a spiegare perché l’operazione con la banca tedesca potrebbe convenire a tutti. E lo fa con una stima, quella del possibile utile netto dato dalla fusione con Commerzbank: la previsione è di un utile netto di circa 21 miliardi nel 2030 in caso di completamento dell’operazione. I ricavi netti vengono stimati in circa 45 miliardi alla stessa data, con costi inferiori ai 14,5 miliardi.
Ieri mattina Unicredit ha presentato queste stime per sottolineare come l’istituto tedesco oggi “non sia adeguatamente preparato per il futuro”. Il piano dell’ad, Andrea Orcel, è semplice: puntare sui margini esistenti per far crescere Commerzbank e rilanciare l’operazione. Il cui esito, sottolinea Orcel, “dipende dal livello di adesione” all’offerta, che a sua volta influisce “su una possibile revisione”.
Prosegue lo stallo, ma Unicredit non si arrende su Commerzbank
Per Unicredit – che ha presentato questa analisi a fronte di un dialogo mai realmente partito – la banca tedesca presenta “una storia di risultati operativi deludenti” e anche oggi è “sopravvalutata rispetto ai fondamentali”. Per questa ragione, Unicredit – con il suo approccio denominato Commerzbank Unlocked – punta a far salire l’utile a 5,1 miliardi nel 2028 e poi a 6 miliardi nel 2030. Il problema, secondo la banca italiana, è che Commerzbank oggi è “debole” e dà priorità alla crescita “fuori dai suoi mercati core” in Germania e Polonia ed è anche fortemente dipendente da “scommesse rischiose”.
In caso di aggregazione, la banca tedesca proseguirebbe nella sua strategia stand alone fino al 2028. Non cambia, però, la posizione del governo di Berlino: un portavoce del ministero delle Finanze tedesco all’Ansa ha ribadito che l’obiettivo è l’indipendenza di Commerzbank, mentre “un’acquisizione ostile sarebbe inaccettabile”. S.R.