Il Patto di stabilità spacca le destre. La Lega spinge per lo strappo con l’Ue

Le destre litigano sul Patto di stabilità: la Lega disposta a strappare con l'Europa, FdI e FI frenano. Conte (M5S): no a forzature

Il Patto di stabilità spacca le destre. La Lega spinge per lo strappo con l’Ue

Nel bel mezzo di una crisi economica ed energetica senza precedenti, in una situazione internazionale segnata da conflitti di cui non è possibile prevedere la durata e gli esiti, le destre al governo pensano bene di litigare sugli strumenti per poter uscire dal tunnel. Sul tavolo della maggioranza c’è la risoluzione comune da presentare in Aula giovedì al Documento di finanza pubblica. Il capogruppo leghista in commissione Bilancio del Senato, Claudio Borghi, ha giocato d’anticipo e, a nome del partito, ha proposto di inserire nel documento “l’abbandono del patto di stabilità, eventualmente anche unilaterale qualora l’Ue non dovesse dare risposte. La Lega – fa sapere – insisterà per questo”. Un’ipotesi, appunto, a nome del partito, ovvero concordata con il capo della Lega, Matteo Salvini.  “Lo diciamo da settimane, non è una proposta di ieri”, ha detto il ministro e vicepremier leghista, commentando la proposta del suo senatore.

La Lega vuole lo strappo con l’Europa, FdI e FI frenano

L’ipotesi, che segnerebbe una rottura con l’Europa, spiazza FI e FdI, che frenano anche se con posizioni differenti. Partiamo dal partito della premier. Giorgia Meloni è del tutto favorevole a chiedere lo stop al Patto di stabilità. Ci ha provato pure al Consiglio informale Ue a Cipro di qualche giorno fa, senza successo. Ma è contraria a strappi con Bruxelles. “Eviterei voli pindarici o fuochi di artificio –  ha detto il responsabile economico dei meloniani, Marco Osnato – Abbiamo sempre considerato i parametri derivanti dai patti europei come un mezzo e non come un fine e continuiamo a considerarli tali”.

Anche se c’è chi tra i Fratelli, come Ignazio La Russa, sembra più vicino alle posizioni della Lega. Fare da soli? “Non lo chiede La Lega soltanto. Anche Meloni ha detto: non lo escludo. Noi speriamo che non ce ne sia bisogno. Ma La stella polare è l’interesse dell’Italia”, ha detto il presidente del Senato.

Un documento interno dei meloniani citerebbe anche la possibilità di attivare ‘la clausola di salvaguardia nazionale’ prevista dall’articolo 26 del nuovo Patto, per “deviare dal percorso della spesa netta stabilito” in casi “eccezionali e al di fuori del controllo dello Stato” in questione. Ma anche per questo serve il via libera dell’Europa ed è difficile che questo avvenga. Poi c’è l’ipotesi dello scostamento di bilancio. Meloni anche su questo ha lasciato la porta aperta. Ma, anche su questo, l’Europa ha frenato, dal momento che l’Italia è sotto procedura d’infrazione per aver sforato il deficit del 3% nel 2025.

Forza Italia favorevole a un altro Pnrr

Su entrambe le ipotesi – stop al Patto di stabilità, che nella versione leghista potrebbe consumarsi anche attraverso uno strappo con l’Europa, e scostamento – frenano gli azzurri di Forza Italia. “Credo che sia possibile e anche giusto intervenire per tener fuori dal Patto di stabilità le spese legate alle vicende di Hormuz, quindi le spese per l’energia, però deve essere un provvedimento a tempo. Sono assolutamente contrario all’ipotesi di uscire unilateralmente”, ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani. “Poi lo dico e lo ripeto – ha aggiunto -, ci sono i 400 miliardi del Mes, non vedo perché devono rimanere là congelati. Invece di aumentare il debito pubblico si potrebbero utilizzare quei soldi”.

E ancora: “In questi momenti serve più Europa e non meno Europa. Servono iniziative più coraggiose, e quella degli aiuti di Stato proposta dalla Commissione Ue è una proposta che rischia di far aumentare la concorrenza sleale, di far aumentare i dislivelli non essendoci ancora armonizzazione fiscale, quindi non mi pare una soluzione ottimale. Si potrebbe pensare, se l’Europa vuole fare una scelta coraggiosa, a un altro Pnrr come quello del Covid per permettere a tutta l’Europa di poter superare questo momento complicato”, ha insistito il titolare della Farnesina. Contrario a strappi con Bruxelles è anche Noi moderati. “È necessario arrivare a una riforma del Patto di stabilità condivisa con l’Europa”, ha affermato Maurizio Lupi.

L’avvertimento del M5S: no a sospensione unilaterale del Patto

Le opposizioni alzano il tiro. “Saremo costretti a sforare” sul deficit “ma il problema è che lo faremo perché abbiamo dedicato 12 miliardi alla spesa aggiuntiva militare. Lega, FdI e FI litigano fra loro. La Lega dice bisogna sospendere il Patto di stabilità anche unilateralmente. Gli altri dicono no”. La sospensione unilaterale dal Patto “è molto pericolosa”, il Patto “non andava sottoscritto, la sottoscrizione andava condizionata alle modifiche che chiedevamo. Oggi va rivisto ma sospeso unilateralmente sarebbe un precedente pericoloso”, ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte.

Sanzioni

Non rispettarlo comporterebbe una sanzione per ben oltre un miliardo di euro ogni sei mesi, con un conto totale che può salire anche sopra gli undici miliardi. Tanto varrebbe, in teoria, secondo le regole europee la mancata applicazione per l’Italia del nuovo Patto di stabilità entrato in vigore nel 2024.