Pedopornografia e IA sul web: la nuova frontiera dell’orrore smascherata dalla Polizia. Gli agenti hanno arrestato tre persone mentre altre sei sono state denunciate

Pedopornografia e IA sul web: la nuova frontiera dell’orrore smascherata dalla Polizia. Tre persone arrestate e altre sei denunciate

Pedopornografia e IA sul web: la nuova frontiera dell’orrore smascherata dalla Polizia. Gli agenti hanno arrestato tre persone mentre altre sei sono state denunciate

L’orrore corre sul web. A ricordarcelo è l’indagine portata avanti dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (C.N.C.P.O.), che ha scoperto un giro di pedopornografia tra più persone che si scambiavano in rete materiale raffigurante bambini in tenera età, costretti a subire indicibili abusi sessuali. Una scoperta inquietante, a seguito della quale la Polizia di Stato ha eseguito l’arresto in flagranza di reato di tre persone: un 70enne con precedenti specifici in provincia di Belluno, un 63enne residente nel Mantovano e un 28enne nel Comasco. Oltre a loro, sono state denunciate a piede libero altre sei persone.

Secondo quanto riferito dalle autorità in una nota, l’inchiesta è stata condotta anche grazie a operazioni di infiltrazione in questa rete degli orrori. L’attività investigativa, iniziata nel 2024, ha permesso di monitorare in maniera continuativa i canali di distribuzione del materiale illecito a livello transnazionale. Durante le indagini è stata individuata la diffusione di contenuti espliciti ai danni di minorenni, generati anche con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Pedopornografia e IA sul web: la nuova frontiera dell’orrore smascherata dalla Polizia. Gli agenti hanno arrestato tre persone mentre altre sei sono state denunciate

Un’inchiesta delicata che, proprio per la sua dimensione internazionale, ha visto la collaborazione tra le autorità italiane e gli agenti del Federal Bureau of Investigation degli Stati Uniti.

A coordinare le indagini è stata la Procura di Roma, che ha accertato la disponibilità del materiale illecito e raccolto elementi significativi sulle attività svolte dagli utenti coinvolti. Sulla base di tali riscontri, i magistrati hanno emesso nove decreti di perquisizione domiciliare, personale e informatica nei confronti degli indagati, ai quali vengono contestati, a seconda delle singole posizioni, i reati di detenzione e diffusione di materiale illecito. Le perquisizioni, eseguite dalla Polizia di Stato, hanno coinvolto i Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (C.O.S.C.) di Bari, Cagliari, Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia.