Il conto della guerra di Trump: alle stelle i prezzi di energia e gas

L'Istat registra l'impennata dei prezzi alla produzione dell'industria, causata dai rialzi e di energia e gas dovuti alla guerra in Iran.

Il conto della guerra di Trump: alle stelle i prezzi di energia e gas

Era un dato atteso, ma forse non di questa entità. La guerra in Iran e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz presentano il conto anche in Italia. È l’Istat a certificare il boom dei prezzi alla produzione dell’industria, che nel mese di marzo sono schizzati a causa del conflitto avviato da Stati Uniti e Israele. La componente che incide maggiormente è quella energetica e così l’indice di riferimento sale ai livelli massimi dall’inizio del 2023. Un salto indietro di tre anni e un ritorno al periodo in cui l’Italia e l’Europa combattevano contro l’inflazione alle stelle.

E un dato che è un vero e proprio allarme per il futuro, considerando che ciò che monitora l’Istat con questa rilevazione indica l’inflazione a monte della filiera, con costi che probabilmente le aziende trasferiranno successivamente sui consumatori finali. Il “forte incremento” segnalato dall’istituto di statistica viene motivato dai “rialzi dei prezzi della componente energetica sul mercato interno, particolarmente marcati per i prodotti petroliferi raffinati”. Non a caso, l’aumento più elevato si registra, sul mercato interno, proprio per i prezzi della fornitura di energia elettrica e gas, con un rialzo del 6,6% su base annua che fa seguito a un calo del 12,4% a febbraio.

Prezzi alla produzione dell’industria, impennata a marzo con i rialzi di energia e gas

Come emerge dagli ultimi dati Istat, i prezzi alla produzione dell’industria sono aumentati a marzo del 4,4% su base mensile e del 4,2% su base annua. Con una netta inversione di tendenza rispetto al -2,7% registrato a febbraio. Sul mercato interno i prezzi sono cresciuti del 5,9% rispetto a febbraio e del 5,4% su base annua, dopo il -3,7% del mese precedente. Al netto del comparto energetico, l’aumento dei prezzi è invece molto più contenuto: su base congiunturale è dello 0,4% e su base tendenziale dell’1,5%.

Per quanto riguarda i singoli settori, si registra una crescita su base annua del 4% per la metallurgia e di oltre un punto per la chimica. Sul fronte del mercato estero, i prezzi sono aumentati dello 0,9% su base mensile e dell’1,1% su base annua. Per quanto riguarda il primo trimestre del 2026, i prezzi alla produzione dell’industria sono cresciuti del 2,5%, con un aumento maggiore sul mercato interno (+3,2%). Sul mercato interno, a marzo, la crescita tendenziale maggiore ha riguardato coke e prodotti petroliferi raffinati (+45,1%), seguiti da metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+4,9%). Anche sul mercato estero, gli aumenti più marcati riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+17,2% per l’area non euro). Netta – come accennato – la crescita, sul mercato interno, anche dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas (+6,6% su base annua dopo il calo di oltre il 12% registrato a febbraio).