Vendita delle sedi Rai, l’Usigrai denuncia: “I Tg usati per la lettura di veline aziendali presentate come notizie”

Per il sindacato i vertici Rai avrebbero imposto la lettura delle dichiarazioni dell'Ad: "Veline aziendali presentate come notizie"

Vendita delle sedi Rai, l’Usigrai denuncia: “I Tg usati per la lettura di veline aziendali presentate come notizie”

Raccontare agli italiani che vendere i gioielli di famiglia della Rai è un’ottima idea. È l’ordine impartito, secondo quanto denunciato ieri dal sindacato Usigrai, dai vertici di TeleMeloni ai direttori delle testate del servizio pubblico.

“I direttori dei Tg e Gr Rai hanno ricevuto nel tardo pomeriggio una nota con le dichiarazioni dell’amministratore delegato (Giampaolo Rossi, ndr) sul piano immobiliare Rai con l’indicazione di trasmettere la notizia nelle edizioni serali”, si legge nel comunicato del sindacato.

“E così è stata inserita nei sommario la velina dell’Ad”,  continua l’Usigrai, “presentata ai telespettatori non come comunicato dell’azienda, ma come notizia. Un bel danno alla credibilità dell’informazione Rai, una grave lesione dell’autonomia giornalistica”. Quindi l’affondo dell’esecutivo Usigrai: “Perché l’Ad ha deciso di togliere spazio all’informazione del servizio pubblico per imporre la lettura delle sue dichiarazioni? Perché non ha mandato attraverso l’ufficio stampa un comunicato ad agenzie e giornali? Confidiamo che qualcuno gliene chieda conto”.

La vendita dei gioielli di famiglia della Rai

Il riferimento è al contestatissimo piano di alienazioni svelato da La Notizia, che prevede la cessione di 15 “asset”, tra i quali il romano Teatro delle Vittorie, la sede di Corso Sempione a Milano (firmata da Giò Ponti), Palazzo Labia a Venezia, 24mila mq affacciati sul Canal Grande, che racchiudono un ciclo unico di affreschi del Tiepolo. Nella brochure da 40 pagine preparata dall’Advisor Finanziario, Kpmg ricordano che a comporre il Portafoglio sono “15 asset localizzati nelle principali città italiane, per circa 151.500 mq di superficie lorda complessiva”.

La Rai vende le sedi per poi riprenderle in affitto

E, per invogliare i compratori, i vertici di TeleMeloni propongono all’eventuale investitore la formula del “sale & leaseback”, ovvero la Rai vende la sede, ma poi la prende in affitto “con durata compresa tra 1/3/5 anni, a supporto della transizione operativa verso le nuove sedi”. Un’occasione (per chi compra). Come accadrà a Milano, dove la Rai vende (non si sa a chi né a quanto) Corso Sempione, poi la riprende in affitto fino a quando non sarà pronto il nuovo centro di produzione di Gattamelata, per il quale pagherà un affitto a Fondazione Fiera di 159 milioni per 40 anni. Un affarone. E infatti ne parlano anche i telegiornali…