“Un trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”. È in queste poche – durissime – righe rilasciate a metà pomeriggio di ieri dal Quirinale, tutto lo sdegno del presidente Sergio Mattarella e dell’intera Italia per il trattamento riservato da Israele agli attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati martedì scorso in acque internazionali al largo di Cipro. Con un atto di pirateria.
A scatenare la crisi diplomatica e la rivolta politica, il video postato dal ministro israeliano della Sicurezza, Ben Gvir, che mostra gli attivisti della Flotilla derisi, percossi e insultati, mentre sono costretti dai soldati a rimanere immobili, inginocchiati e bendati, in stato di fermo. Mentre Gvir scandisce sorridente: “Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare”. E ancora: “Guardate come sono ridotti ora. Non eroi, sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli per lungo tempo nelle prigioni antiterrorismo”.
Persino Meloni e Tajani costretti a intervenire
Scene che persino la solitamente accondiscendente Giorgia Meloni non può esimersi dal condannare. “Immagini inaccettabili”, scriveranno in una nota congiunta la premier e il ministro degli esteri Antonio Tajani, “è inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona”. Nel pomeriggio è stato anche convocato l’ambasciatore di Israele al quale è stato comunicato che “l’’Italia pretende le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano”. Anche la Francia protesta a livello diplomatico, mentre la spagna parla di trattamento “mostruoso, indegno e disumano”.
Comprensibile quindi che persino Tajani sia stato costretto a sottolineare che quella di Israele “è una violazione dei diritti di ogni persona, anche perché non sono terroristi, non hanno commesso dei reati, sono stati presi illegittimamente fuori dalle acque di Israele, non erano armati, non avevano intenzioni violente. Uno può essere più o meno d’accordo sull’iniziativa, ma non è perché uno è d’accordo o meno che si possa fare quello che è stato fatto”.
Netanyahu tenta di arginare il danno reputazionale causato da Gvir
Intanto Benjamin Netanyahu tentava di mettere una pezza dichiarando che “Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il Ministro Ben-Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile”.
E Crosetto non rompe con Tel Aviv
“Non accettiamo gesti come quelli che abbiamo visto, è meglio che i cittadini, noi ci occupiamo degli italiani, rientrino il prima possibile, rispettando la loro stessa regola, che prevede che entro 24 ore devono tornare, ci auguriamo intanto questo. E poi dopo tutto quello che dovrà essere fatto, lo faremo”, ha commentato invece con i giornalisti il ministro Guido Crosetto.
Lo stesso che poco prima al question time, aveva spiegato perché l’Italia non ha sospeso i rapporti con Tel Aviv: “Il nostro atteggiamento con Israele è duro da una parte, ma deve però dall’altra continuare a mantenere canali aperti, perché in questi giorni quando i nostri cittadini sono trovati in difficoltà bisogna avere un canale di dialogo per garantire la sicurezza. Rompere i rapporti, come qualcuno vorrebbe, significherebbe non avere neanche il canale di dialogo per aiutare i tuoi cittadini”.
M5s: “Solo ipocrisia. Interrompere subito memorandum di intesa militare Italia-Israele”
Dura la replica del Movimento alle prese di posizione del Governo dei parlamentari M5s, che ieri sera hanno dato vita a un presidio di protesta davanti a Montecitorio, secondo i quali le parole di condanna pronunciate da Meloni, Tajani e Crosetto “sono una indegna fiera dell’ipocrisia”.
“Se davvero volessero condannare le azioni di pirateria di Israele e le sue innumerevoli violazioni del diritto umano e internazionale”, hanno scandito, “ci sono almeno tre cose che potrebbero finalmente fare: interrompere davvero il memorandum di intesa militare Italia-Israele; appoggiare la sospensione del memorandum Europea; appoggiare sanzioni al governo di Israele, invece di blaterare vanamente di fantomatiche sanzioni ai coloni violenti”, hanno concluso.
Pedullà: “A Bruxelles la maggioranza ha votato contro la richiesta di embargo sulla vendita di armi a Israele”
Un’accusa, quella di ipocrisia rivolta alla maggioranza, più che giustificata, come denuncia l’eurodeputato 5S, Gaetano Pedullà: “La maggioranza di centrodestra copre al Parlamento europeo i ripetuti e vergognosi crimini israeliani nel giorno in cui gli attivisti della Flotilla vengono maltrattati, inginocchiati e umiliati davanti alle telecamere. Gli europarlamentari di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno infatti votato contro l’emendamento al rapporto Kovatchev, in cui si si chiedeva l’immediata istituzione di un embargo di armi per vietare la vendita, il trasferimento e il transito di armi, munizioni, attrezzature militari e prodotti a duplice uso verso Israele”.
Anche Elly Schlein ha parlato di “trattamento disumano” e ha invitato il governo a “passare dalle parole ai fatti”, “togliendo il veto che impedisce all’Ue di sospendere l’accordo di cooperazione con Israele, responsabile di gravi e ripetute violazioni del diritto internazionale”.
Conte: “Carotenuto e Mantovani arriveranno questa mattina”
In serata il presidente Giuseppe Conte ha riferito che il deputato del M5S, Dario Carotenuto, e il giornalista del Fatto, Alessandro Mantovani, dovrebbero arrivare questa mattina in Italia.
“Vedo – ha proseguito Conte – che adesso ci sono alcune dichiarazioni molto ferme e risolute del governo italiano. Adesso però atteggiamenti conseguenti: stracciamo l’accordo di cooperazione militare Italia-Israele ma anche lavoriamo all’Unione Europea perché si arrivi finalmente a strappare anche l’accordo di cooperazione Unione europea-Israele. E tutto il resto: ovviamente conseguente riconoscimento dello Stato di Palestina e tutto quello che chiediamo – ha concluso – da quando è stato commesso il genocidio”.