Dopo una lunga indagine, la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo è riuscita a mettere le mani sul “tesoro” del boss mafioso Matteo Messina Denaro, arrestato nel 2023 dopo trent’anni di latitanza e morto pochi mesi dopo in carcere per un tumore. Oggi, nel corso di un’operazione internazionale coordinata dalla Dia e condotta dai finanzieri del comando provinciale del capoluogo siciliano, sono state arrestate tre persone con l’accusa di impiego di denaro di provenienza illecita aggravato dall’agevolazione mafiosa. Contestualmente, sono stati sequestrati beni, società e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro.
Dalle Cayman a Palermo: la Dia scova il tesoro nascosto di Matteo Messina Denaro
L’operazione, sviluppata in diversi Paesi, ha consentito di ricostruire un enorme patrimonio frutto del reimpiego, anche attraverso società offshore, dei proventi accumulati sin dagli anni ’80 grazie al narcotraffico riconducibile alla rete del boss di Castelvetrano.
Le attività investigative, coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Vito Di Giorgio, si sono svolte non solo in Italia, ma anche ad Andorra, Gibilterra, alle Isole Cayman, in Lussemburgo, Svizzera, Libano, Principato di Monaco e Spagna.