Il conto alla rovescia in vista della maturità è ufficialmente iniziato. Ormai solo tre giorni separano oltre mezzo milione di studentesse e studenti italiani dalla prima prova di italiano. E quest’anno è diversa dalle ultime. Non si tratta di un cambiamento cosmetico, ma di una riforma vera e propria, firmata dal ministro Giuseppe Valditara, che ha ridisegnato l’esame dall’orale fino alla composizione delle commissioni.
Maturità 2026, le date da segnare
Il calendario ufficiale è semplice, ma vale la pena averlo ricoirdarlo perché rispetto agli anni passati c’è già una prima novità: si parte di giovedì, non più di mercoledì come da tradizione.
La campanella, infatti, suonerà alle 8.30 di giovedì con la Prima prova scritta, il tema di italiano. Dopo 24 ore toccherà alla Seconda prova scritta, che verterà sulla materia specifica del proprio indirizzo di studi. Successivamente, mercoledì 25 giugno, si terrà la temuta Terza prova scritta che, però, riguarderà soltanto gli istituti EsaBac, EsaBac techno e le sezioni internazionali (cinese, spagnola, tedesca). Dal 23 al 24 giugno, invece, si terranno gli Orali, con il calendario che viene stabilito dalle singole commissioni, a cui farà seguito, il 1 luglio, una sessione suppletiva per permette di sostenere l’esame anche agli studenti che non si sono presentati per motivi documentati.
Oltre mezzo milione di maturandi
Quest’anno si siedono ai banchi dell’esame 527.607 studenti, di cui 513.479 candidati interni e 14.128 esterni. Ad esaminarli saranno 13.989 commissioni, distribuite su 27.884 classi in tutta Italia.
Dati alla mano i licei continuano a essere la scelta più diffusa: raccolgono 273.854 maturandi, ovvero il 51% del totale. Seguono gli istituti tecnici con 167.136 iscritti (31,7%) e gli istituti professionali con 86.617 studenti (16,4%).
La prima prova: il tema di italiano
La prima prova è uguale per tutti, indipendentemente dall’indirizzo di studi. Si svolge giovedì 18 giugno alle 8:30 e dura sei ore. Le tracce vengono rese note solo la mattina dell’esame, con l’apertura del plico telematico da parte del Miur.
Gli studenti hanno a disposizione sette tracce divise in tre tipologie:
- Tipologia A — 2 tracce di analisi e interpretazione di un testo letterario
- Tipologia B — 3 testi argomentativi su temi di attualità, storia, arte, scienza
- Tipologia C — 2 tracce di riflessione critica su temi di attualità
Ogni candidato sceglie liberamente la traccia che preferisce.
La seconda prova: la materia d’indirizzo
Il giorno dopo, venerdì 19 giugno alle 8:30, tocca alla seconda prova scritta. A differenza della prima prova, questa cambia per ogni tipo di scuola. Si tratta della disciplina caratterizzante del percorso di studi.
Una delle novità di quest’anno rispetto agli anni recenti è che torna a essere una prova nazionale, non più pluridisciplinare come nelle ultime edizioni. Le materie sono state stabilite dal Decreto MIM n. 13 del 30 gennaio 2026. Ecco le principali:
Licei
- Classico → Latino
- Scientifico (e opzione Scienze applicate) → Matematica
- Linguistico → Lingua e cultura straniera 1
- Scienze umane → Scienze umane
- Artistico → Discipline progettuali dell’indirizzo
Istituti tecnici e professionali
- Servizi enogastronomia → Scienza e cultura dell’alimentazione
- Informatica → Informatica
- Servizi socio-sanitari → Psicologia generale e applicata
- Economia aziendale → Economia aziendale
Il nuovo esame orale
Nella maturità 2026 a fare la differenza è il colloquio orale, che con la recente riforma è stato profondamente trasformato. Fino all’anno scorso, il colloquio si apriva con un materiale scelto dalla commissione, un testo, un’immagine, un grafico, da cui il candidato doveva sviluppare un percorso interdisciplinare su tutto il programma dell’ultimo anno. Un format che molti studenti e docenti giudicavano artificioso e fonte di ansia da collegamento forzato.
Recependo gli appunti degli alunni e dei professori, da quest’anno cambia tutto. Il colloquio non verte più sull’intero programma ma su quattro discipline specifiche, definite annualmente da un decreto del MIM. Le commissioni sono composte in modo che ognuna delle quattro materie abbia un commissario dedicato, composta da due interni e da due esterni, più il presidente.
I candidati iniziano presentando una breve riflessione sul proprio percorso scolastico e personale tramite il Curriculum dello Studente, per poi rispondere alle domande delle quattro materie.
Quali sono le quattro materie dell’orale per ogni indirizzo
In base a quanto stabilito dal decreto del MIM, le quattro materie dipendono dal tipo di liceo. Ecco quali sono:
- Liceo classico → Italiano, Latino, Storia, Matematica
- Liceo scientifico → Italiano, Matematica, Storia, Scienze naturali
- Liceo linguistico → Italiano, Lingua straniera 1, Storia, Scienze umane
- Liceo scienze umane → Italiano, Scienze umane, Storia, Filosofia
La “scena muta” non esiste più
La novità che ha fatto più discutere è che agli orali non sarà più ammessa la “scena muta”. Durante la maturità 2025, alcuni studenti avevano scelto di presentarsi al colloquio senza rispondere, come forma di protesta, ritenendo di avere già abbastanza punti da crediti e prove scritte per ottenere il diploma. Il ministro Valditara definì quei casi una forma di insubordinazione.
Proprio per evitare il ripetersi di situazioni simili, è stato varato il decreto-legge 127/2025, convertito in legge a ottobre, che cambia le carte in tavolta. In base al decreto, infatti, chi non sostiene il colloquio orale non supera l’esame, indipendentemente dai voti degli scritti e dal credito accumulato. In altre parole l’esame è considerato valido solo se vengono svolte tutte le prove.
Le commissioni si riducono
Altra novità strutturale è la composizione delle commissioni. Queste, infatti, sono state ridotte da sette a cinque membri, ossia un presidente esterno, due commissari interni e due commissari esterni. Ogni commissione sarà chiamata a giudicare due classi.
Come si calcola il voto finale
Il voto della maturità, come avviene da decenni, è espresso in centesimi. Il minimo per ottenere il diploma è 60/100, il massimo è 100/100 con la possibilità della lode.
Il punteggio si ottiene sommando due componenti. La prima fa riferimenti ai crediti scolastici del triennio per massimo 40 punti assegnati dal consiglio di classe in base alla media dei voti di terza, quarta e quinta superiore. Si distribuiscono così: fino a 12 punti in terza, fino a 13 in quarta, fino a 15 in quinta. Questo significa che il 40% del voto finale è già deciso prima di sedersi all’esame.
A differenza di quanto si creda, il voto di condotta conta eccome. Con un 8 in pagella, il credito massimo per il quinto anno scende da 15 a 14 punti. Con 6 in condotta, lo studente deve presentare anche un elaborato critico su temi di cittadinanza attiva. Chi prende 5 in condotta non viene ammesso all’esame.
La seconda componente è il punteggio delle prove per massimo 60 punti. La Prima prova, la Seconda prova e il Colloquio orale, possono valere fino a 20 punti ciascuno.
Al termine dell’esame, per chi ha ragiunto almeno 90 punti complessivi, la Commssione può aggiungere altri punti bonus, per un massimo di tre punti. Punti bonus che negli anni passati erano fino a 5.
La lode è riservata a chi ottiene 100/100 senza aver usufruito dei punti bonus, con il massimo del punteggio in tutte le prove e votazione unanime della commissione.