“Altro che occupazione da record, le destre creano solo lavoratori poveri”: parla la vicepresidente del Senato, Castellone (M5S)

“Altro che occupazione da record. Le destre creano solo lavoratori poveri”. Parla la vicepresidente del Senato, Castellone (M5S)

“Altro che occupazione da record, le destre creano solo lavoratori poveri”: parla la vicepresidente del Senato, Castellone (M5S)

Il governo continua a parlare di occupazione record, ma il rapporto Inps racconta un’altra realtà: nel 2025 le ore di cassa integrazione sono salite a 548 milioni, più del 2024 e molto più del 2023. Mariolina Castellone (M5S), vicepresidente del Senato, che ne pensa?
“Il report annuale dell’Inps è un bollettino di guerra. Dai salari alle pensioni si conferma, purtroppo, ciò che denunciamo da tempo ma che la destra e i suoi megafoni mediatici hanno fatto e fanno volontariamente finta di non vedere, raccontando un Paese che non c’è. Pensi che nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, il 70% dei lavoratori trovava la propria occupazione principale nel settore agricolo; oggi invece il 70% della forza lavoro è assorbito dai servizi, dove circa la metà degli occupati versa in condizioni di povertà. L’Italia è un gigante coi piedi di argilla, non si può andare avanti così”.

La crescita della Cig riguarda settori centrali come metalmeccanico e telecomunicazioni.
“Veniamo da tre anni di calo della produzione industriale; l’acuirsi delle crisi, specie nel campo siderurgico e metalmeccanico, è la diretta conseguenza di ciò. Con Meloni e Urso è mancata ogni sorta di visione industriale, basta vedere i flop di Transizione 5.0, dell’Ires premiale e di tutte le inconsistenti misure per le imprese di questi anni. Inoltre, il governo non si è minimamente reso conto che la rivoluzione dell’intelligenza artificiale è già in atto, con il nostro Paese sin d’ora oltremodo indietro. Meloni si bea per posti di lavoro a basso valore aggiunto, ma non vede l’elefante nella cristalleria: il ddl IA, votato in questa legislatura, è stato del tutto impalpabile. Tant’è che nessun cittadino lo ricorda”.

L’Inps segnala anche il raddoppio del lavoro in somministrazione negli ultimi dieci anni. La maggioranza rivendica più occupati, ma non bisognerebbe chiedersi che tipo di lavoro si sta creando?
“Il governo si vanta della quantità dei posti di lavoro creati disinteressandosi completamente della qualità, che significa, anche e soprattutto, salari dignitosi e più sicurezza sul lavoro. Mentre aumentano esponenzialmente i contratti in somministrazione e il numero di inattivi, a quota 12,5 milioni, la produttività continua a peggiorare: nel 2024 è diminuita dell’1,9% dopo il -2,7% del 2023. È il simbolo di un modello basato su un’occupazione più fragile e meno qualificata che tanto piace al governo. Non a caso, ricordo che nella prima Manovra hanno reintrodotto e ampliato i voucher”.

L’Ocse certifica che i salari reali italiani restano sotto i livelli del 2021, con una perdita di potere d’acquisto superiore al 6%.
“Se in questi anni nei principali Paesi europei che hanno già introdotto il salario minimo gli stipendi sono cresciuti, mentre in Italia sono diminuiti, significa che il problema esiste. Leggendo le stesse previsioni dell’Ocse, che indicano un’ulteriore riduzione dello 0,9% nel 2027, anche il governo dovrebbe accantonare l’ideologia e prenderne consapevolezza. Con il ‘salario giusto’ hanno gettato fumo negli occhi degli italiani, ma il problema non si risolve così. Casi come quello della Germania dimostrano che la contrattazione collettiva e il salario minimo possono tranquillamente convivere. Ecco perché per noi la sua introduzione è e resta un’assoluta priorità: quando torneremo al Governo sarà la prima misura che vareremo per restituire dignità al lavoro e potere d’acquisto ai cittadini”.

Mentre salari e potere d’acquisto arretrano, Meloni conferma l’obiettivo Nato del 5% del Pil in spese militari entro il 2035.
“È un’assoluta follia. Ribadendo il suo impegno in sede Nato, la presidente del Consiglio ha parlato di un percorso ‘sostenibile’. Ma cosa c’è di sostenibile nel mettere nella prossima legge di Bilancio ben 19 miliardi in più per la Difesa senza sapere dove tali risorse verranno prese? Meloni lascerà in eredità al Paese una cambiale che l’Osservatorio Milex ha stimato essere di 500 miliardi di euro al 2035: una cifra totalmente impraticabile per le nostre finanze, a meno che non si decida di operare drastici tagli a spesa sociale, sanità, istruzione, pensioni. Alzeremo le barricate ove mai il governo decidesse di muoversi in questa direzione”.