Il caldo estremo è più che un semplice nemico per i lavoratori. Ogni giorno, in estate, ben 670mila lavoratori rischiano di ammalarsi o di farsi male proprio a causa delle ondate di calore. E quando le condizioni sono peggiori, a essere coinvolto può essere addirittura un milione e mezzo di lavoratori.
I dati sono quelli presentati da Greenpeace Italia in collaborazione con la Cgil ed evidenziano come quasi un lavoratore su dieci sia a rischio. E per far capire quali possano essere le conseguenze delle ondate di calore, Greenpeace ha presentato i dati insieme a un’iniziativa con la quale ha lasciato sciogliere, davanti al Colosseo, tre statue di ghiaccio che rappresentavano una bracciante, un operaio edile e un rider. Ovvero tre delle categorie che maggiormente rischiano a causa del caldo. Proprio i rider sono oggi in sciopero, chiedendo maggiori tutele per fronteggiare il caldo, compresi ammortizzatori sociali come risposta in caso di caldo tale da impedir loro di lavorare.
L’analisi di Greenpeace: un lavoratore su dieci a rischio per il caldo estremo
Il report analisi il periodo che va dal 2021 al 2025 ed evidenzia che in media, nei tre mesi estivi, ci sono state 670mila persone al giorno che hanno svolto attività fisicamente impegnative in condizioni ritenute ad alto rischio per la salute. Rischi che derivano dalla temperatura, ma anche dall’umidità, dalla ventilazione, dalla radiazione solare e dallo sforzo svolto dai lavoratori.
Le giornate a rischio sono in costante crescita: sono passate dalle 22 del biennio 2021-2022 alle 35 del biennio 2024-2025, con un aumento del 60%. E i giorni critici sono cresciuti in tutti i mesi. Il settore più colpito è quello delle costruzioni, con 251mila lavoratori coinvolti. Alti i dati anche per il trasporto merci, magazzinaggio, logistica e servizi di consegna, con 243mila addetti a rischio.
Il territorio più esposto, anche per le sue dimensioni, è quello di Roma, con oltre 213mila lavoratori coinvolti. A seguire troviamo Milano, a quota 165mila, e Napoli, con 57mila. Ancora, ad alto rischio ci sono anche 48mila lavoratori a Torino, 37mila a Bologna e 33mila a Bari. A Roma e Milano si segnala anche il maggior numero di giornate critiche: sono 47 nella Capitale e 46 nel capoluogo lombardo, su un totale di 92 giorni tra giugno e agosto.