Il Ponte sullo Stretto di Messina arriva sotto i riflettori della Corte dei Conti. La Cgil ha infatti presentato un esposto per chiedere di accertare se, nella gestione del progetto, siano stati impiegati correttamente i soldi pubblici o se, al contrario, vi siano i presupposti di un danno erariale.
L’esposto, firmato dal segretario generale Maurizio Landini e presentato alle Procure regionali della Corte dei conti della Sicilia e del Lazio e alla Procura Generale presso la Sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti per la Regione Siciliana, “nasce da un principio molto semplice: quando sono in gioco miliardi di euro dei cittadini – sostiene la Confederazione – è un dovere pretendere trasparenza, legalità e un uso rigoroso delle risorse pubbliche”.
Ponte sullo Stretto, l’esposto della Cgil alla Corte dei Conti
Come sottolinea la Cgil, la stessa Corte dei Conti, nel corso dell’esame della delibera del Cipess, ha evidenziato numerose criticità: il costo definitivo dell’opera non è ancora determinato, permangono dubbi sul rispetto della normativa europea in materia di appalti e tutela ambientale e molte delle infrastrutture indispensabili al funzionamento del Ponte non risultano ancora finanziate o completate.
A fronte di queste incertezze, “la Cgil ritiene doveroso chiedere alla magistratura contabile di verificare se le enormi risorse pubbliche siano state utilizzate nel rispetto della legge e nell’interesse generale o se, invece, esista il rischio concreto che si stia producendo un danno alle finanze dello Stato. Non si tratta di una battaglia ideologica né di una contrapposizione pregiudiziale all’opera, ma di difendere il denaro pubblico. Ogni euro sprecato per il Ponte è un euro tolto agli ospedali, alle scuole e alle vere infrastrutture di cui il Sud ha bisogno”.
La Confederazione ricorda che “parliamo di un’opera il cui costo supera ormai i 13 miliardi di euro e che continua ad aumentare. Nel frattempo, la Società Stretto di Messina ha già assorbito ingenti risorse pubbliche senza che sia stato realizzato il Ponte e senza che i cittadini abbiano visto alcun beneficio concreto. Il Mezzogiorno continua ad avere bisogno di ferrovie moderne, strade sicure, trasporti efficienti, porti, scuole, ospedali e servizi pubblici di qualità. Sono questi gli investimenti che possono migliorare davvero la vita delle persone, creare lavoro e ridurre i divari territoriali”, sostiene la Cgil.