Se le televisioni e le agenzie di stampa vogliono trasmettere le immagini della prima conferenza stampa di Roberto Mancini come allenatore della nazionale e di Claudio Ranieri come direttore tecnico devono pagare. E non per scelta o per mancanza di mezzi per farlo, ma perché semplicemente la Figc ha deciso – come già fatto in passato – che la produzione audio e video della conferenza stampa verrà realizzata solamente dalla stessa federazione.
In sostanza, le telecamere delle televisioni e delle agenzie non possono entrare. E così le emittenti sono costrette ad acquistare le immagini. Il costo? 500 euro più Iva. Non certo il miglior modo per rilanciare l’immagine del calcio italiano in crisi e per dar vita al nuovo corso di Giovanni Malagò alla guida della federazione.
La Figc chiede 500 euro più Iva alle emittenti per trasmettere la conferenza stampa di Mancini
Le riprese verranno quindi effettuate solamente dalla Figc e le emittenti dovranno pagare alla Federazione 500 euro più Iva per trasmettere l’evento. Era già successo in passato, negli scorsi anni: la giustificazione era relativa ai costi di produzione centralizzata. Anche se è la stessa Figc a non ammettere le riprese delle emittenti. Era successo, giusto per fare un esempio, di chiedere 500 euro più Iva anche nel caso della conferenza stampa dell’allora ct Rino Gattuso a Coverciano. Per la presentazione di Luciano Spalletti la cifra è stata addirittura più alta, nel 2023.
Protesta l’Associazione stampa romana, parlando di conferenza stampa “con pagamento anticipato: il nuovo corso della Nazionale di calcio inizia con la vecchia pessima abitudine di limitare il diritto di cronaca. Per avere le immagini della conferenza stampa di presentazione del c.t. Mancini, realizzate direttamente dalla Figc che non ammette altre telecamere, alle testate giornalistiche si chiedono 500 euro più Iva, che diventano 1.200 euro più Iva nel caso delle agenzie”.
Dubbi vengono espressi anche dall’Unione stampa sportiva italiana (Ussi) “per una scelta che appare in controtendenza rispetto a quanto avviene ormai in numerose società professionistiche dove le immagini delle conferenze stampa vengono rese disponibili gratuitamente ai media attraverso i canali ufficiali”. La richiesta è quella di individuare una “soluzione diversa, considerando che la Nazionale rappresenta un patrimonio dell’intero Paese e che la più ampia diffusione dell’informazione è nell’interesse dei media, dei tifosi e di tutti gli appassionati di calcio”.