Il drone carico di esplosivo, rinvenuto la settimana scorsa presso l’aeroporto di Lipsia/Halle in Germania, importante nodo logistico anche per le forniture militari all’Ucraina, apparterrebbe alle forze speciali russe. Ad affermarlo è il quotidiano tedesco Bild, che cita fonti degli ambienti di sicurezza di Berlino secondo cui il velivolo senza pilota sarebbe stato utilizzato nel tentativo di un attentato su ordine di Mosca.
Dal momento del ritrovamento del drone, il governo federale tedesco si era guardato bene dall’effettuare un’attribuzione diretta della responsabilità per quanto accaduto a Lipsia, probabilmente nella speranza di non esacerbare ulteriormente gli animi. Ma qualcosa sembra essersi mosso nelle ultime ore, come dimostra il fatto che il cancelliere Friedrich Merz abbia rotto il silenzio, affermando che le indagini sono ormai in fase di conclusione.
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Drone carico di esplosivo trovato all’aeroporto di Lipsia in Germania, la Bild accusa Mosca: “Era un attentato russo”
Alla luce di queste nuove informazioni, sempre secondo Bild, i partner europei della Germania decideranno insieme quali misure adottare nei confronti della Russia di Vladimir Putin. In particolare, il quotidiano ipotizza misure diplomatiche, tra cui la convocazione dell’ambasciatore russo presso il ministero degli Affari Esteri, ma non esclude l’introduzione di nuove sanzioni. Inoltre, alcuni membri del personale dell’ambasciata russa potrebbero essere dichiarati persone non gradite e costretti a lasciare la Germania.
Il caso di Lipsia e le recenti novità hanno scosso Bruxelles, dove cresce la convinzione che le provocazioni russe contro i Paesi europei “stiano aumentando sempre di più” e che l’Unione europea debba interrogarsi su come reagire per impedire a Mosca di spingersi oltre.
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Bruxelles preoccupata: “Le provocazioni russe crescono sempre più, bisogna reagire”
A dirlo senza peli sulla lingua è stata l’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, arrivando alla riunione informale dei ministri della Difesa dell’Ue a Druids Glen, nella contea irlandese di Wicklow.
Commentando le ultime novità sull’indagine, Kallas ha dichiarato: “A questo punto la domanda per noi è: che cosa facciamo per dissuaderli dall’andare ancora oltre? Come può reagire l’Ue a questi attacchi?”.
L’Alta rappresentante ha tuttavia evitato di attribuire direttamente a Mosca la responsabilità dell’episodio di Lipsia, spiegando: “Innanzitutto ascoltiamo la Germania, che ci fornirà le informazioni e condividerà con noi l’intelligence di cui dispone riguardo a questi attacchi. Poi, naturalmente, potremo discutere di che cosa possiamo fare di più”.
“È chiaro che anche la Russia… beh, non sto collegando direttamente le due cose: lasciamo che siano i tedeschi a dire che cosa c’è dietro”, ha concluso Kallas.