Benzina a 2,077 euro e diesel a 2,184: il caro carburanti non si ferma. Atteso in giornata il Consiglio dei ministri per prorogare il taglio delle accise sul gasolio

Benzina a 2,077 euro e diesel a 2,184: il caro carburanti vola. Atteso in giornata il Consiglio dei ministri con il taglio delle accise

Benzina a 2,077 euro e diesel a 2,184: il caro carburanti non si ferma. Atteso in giornata il Consiglio dei ministri per prorogare il taglio delle accise sul gasolio

La corsa dei prezzi di benzina e diesel è inarrestabile e, con la scadenza del taglio delle accise, il governo di Giorgia Meloni corre ai ripari. Come preannunciato nei giorni scorsi, oggi potrebbe tenersi un Consiglio dei ministri per la proroga della misura, in scadenza proprio oggi, che taglia il prezzo del gasolio di 17 centesimi.

Secondo quanto si apprende, la decisione non è stata ancora presa ufficialmente, anche se già ieri il vicepremier Matteo Salvini aveva detto di ritenere che lo sconto sarebbe stato prorogato fino alla fine di settembre, in attesa di mettere a punto un provvedimento mirato a specifici settori.

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La situazione del caro carburanti

Al momento, l’unica certezza è che la quotazione internazionale del diesel ieri è tornata a salire, mentre quella della benzina ha chiuso in calo. Di fronte a queste novità, sulla rete dei distributori italiani di carburante sono andati in scena anche oggi, 10 settembre 2026, nuovi rincari.

Stando ai dati del Mimit diffusi oggi, il prezzo medio nazionale della benzina self service è di 2,077 euro al litro, rispetto ai 2,067 euro al litro del 9 settembre 2026. Quello del diesel self service è invece di 2,184 euro al litro, contro i 2,177 euro al litro del giorno precedente.

A sorprendere è soprattutto il prezzo della “verde”, che si avvicina al suo massimo storico: per trovare un valore più alto bisogna infatti tornare al 22 marzo 2022, quando raggiunse quota 2,115 euro al litro. Guardando al diesel, con i nuovi prezzi è stato sostanzialmente raggiunto il massimo dell’anno, toccato il 27 luglio scorso.

I prezzi di benzina e diesel di oggi 10 settembre 2026

Venendo al dettaglio dei prezzi per compagnie e no logo, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia sui dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Mimit, aggiornati alle 8 di ieri, 9 settembre, i prezzi medi della benzina in modalità self praticati dalle compagnie sono compresi tra 2,073 e 2,081 euro al litro, mentre il prezzo medio dei distributori no logo è di 2,065 euro al litro. Per il diesel, i prezzi medi self praticati dalle compagnie si collocano tra 2,179 e 2,194 euro al litro, mentre il prezzo medio dei no logo è di 2,173 euro al litro.

Sul servito, per la benzina, gli impianti delle compagnie presentano prezzi medi compresi tra 2,157 e 2,271 euro al litro, mentre il prezzo medio dei no logo è di 2,118 euro al litro. Sul diesel servito, i punti vendita delle compagnie hanno prezzi medi compresi tra 2,259 e 2,386 euro al litro, contro i 2,227 euro al litro dei no logo.

I prezzi medi praticati del Gpl sono compresi tra 0,758 e 0,787 euro al litro, mentre il prezzo medio dei no logo è di 0,751 euro al litro. Infine, i prezzi medi del metano auto vanno da 1,736 a 1,844 euro al kg, con una media di 1,767 euro al kg per i no logo.

Confimprenditori dura: “La dinamica dei prezzi dei carburanti è impazzita. Serve subito il price cap”

A commentare questi dati è Confimprenditori, che in un comunicato stampa fa sapere che “il prezzo dei carburanti si configura ormai come una dinamica fuori controllo. Ogni giorno chi percorre le autostrade paga il prezzo dell’inerzia di un Governo che affronta una crisi strutturale a colpi di proroghe, senza una visione né una strategia di lungo periodo”.

Secondo Confimprenditori, “una soluzione esiste: un price cap sui carburanti. Una misura immediatamente applicabile, che fisserebbe oggi una soglia non superiore a 1,90 euro al litro per la benzina e 1,95 euro al litro per il diesel”.

“Al di sopra di queste soglie”, secondo l’associazione, “dovrebbero scattare verifiche immediate e trasparenti per accertare l’eventuale presenza di margini ingiustificati e fenomeni speculativi”. “Le imprese stanno perdendo la capacità di programmare il futuro: senza interventi concreti, rischiano di soccombere”, conclude il comunicato.

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