Legge elettorale, Fratelli d’Italia si rimangia le preferenze pure: bocciato l’emendamento dell’opposizione

L'Aula del Senato ha bocciato il sub-emendamento che puntava a introdurre le preferenze pure. Meloni si rimangia una sua storica battaglia.

Legge elettorale, Fratelli d’Italia si rimangia le preferenze pure: bocciato l’emendamento dell’opposizione

Niente preferenze pure. Torneranno, forse, quelle parziali, molto parziali, con i capilista bloccati. Fratelli d’Italia si rimangia la promessa di introdurre le vere preferenze, quelle per tutti i candidati, punto su cui da sempre Giorgia Meloni si è battuta. Ma alla fine ha ceduto alle posizioni di Lega e Forza Italia.

E così l’Aula del Senato ha bocciato, con 99 voti contrari e 68 favorevoli, il sub-emendamento alla legge elettorale a prima firma Parrini (Pd) per sopprimere i capilista bloccati e prevedere invece il voto di preferenza per tutti. Sull’emendamento il governo si era rimesso all’Aula, ma la maggioranza si è accordata per bocciare il testo. Dopo il voto, le opposizioni hanno urlato “Vergogna”. All’attacco anche Matteo Renzi: il leader di Italia Viva ha letto una vecchia dichiarazione di Giorgia Meloni sulle preferenze e ha poi detto, rivolgendosi ai senatori di Fratelli d’Italia: “Dovreste vergognarvi”.

Legge elettorale, Fratelli d’Italia si rimangia la battaglia sulle preferenze pure

In mattinata Fratelli d’Italia sembrava aprire a un voto favorevole al sub-emendamento, con una valutazione che ha aperto una frattura in maggioranza. Anche Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, aveva chiesto ai partiti di maggioranza di votare il testo che introduceva le preferenze pure.

Il governo, con la ministra Elisabetta Casellati, ha quindi annunciato che il governo si sarebbe rimesso all’Aula perché “il Parlamento è sovrano”. Da qui le nuove interlocuzioni in maggioranza e il ritrovato accordo tra i partiti di centrodestra che definiscono “strumentale” la mossa del Pd sulle preferenze. Era stata Forza Italia a ribadire le sue perplessità verso l’apertura di Fratelli d’Italia: gli azzurri, infatti, sono contrati alle preferenze. La maggioranza voterà quindi soltanto il proprio emendamento sul tema, quello che prevede i capilista bloccati e preferenze, di fatto, “farlocche”. Contrario alle modifiche era anche il leader leghista, Matteo Salvini.

Lo scontro è rientrato, ma le divergenze nella maggioranza restano tutte. D’altronde anche il sottosegretario alla Giustizia di FdI, Alberto Balboni, ha sottolineato che “il tema c’è”, anche se l’emendamento dell’opposizione è considerato una “provocazione politica”. Però il partito di Giorgia Meloni, ha aggiunto Balboni, è “sempre stato favorevole alle preferenze”.