Ennesima mini-proroga sui carburanti. Il governo allunga di 7 giorni lo sconticino sulle accise

Caro-carburanti, arriva l’ennesima mini-proroga del taglio delle accise sul gasolio. Lo sconticino sarà valido per altri 7 giorni

Ennesima mini-proroga sui carburanti. Il governo allunga di 7 giorni lo sconticino sulle accise

Arriva l’ennesima mini-proroga del taglio delle accise sul gasolio. Lo sconticino di 17 centesimi sarà valido per altri 7 giorni, ovvero fino al 17 settembre. Segnale che il governo naviga a vista in attesa di mettere a terra quei famosi aiuti selettivi per chi ha più bisogno. Che la premier promette arriveranno la prossima settimana. Ma la Lega ha già fatto sapere che è contraria a misure in base all’Isee.

Giorgia Meloni ha detto che occorre “aumentare la produzione nazionale di petrolio e gas”. Lo scopo è “ridurre la dipendenza dall’estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della nazione”. Il nuovo decreto legge, ha spiegato la premier, “permetterà allo Stato di nominare dei commissari che aiutino le Regioni a tagliare i tempi e a rilasciare molto più velocemente permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi sul nostro territorio”. Contro la nuova mini-proroga insorgono i consumatori.

Ennesima mini-proroga sui carburanti. Il governo allunga di 7 giorni lo sconticino sulle accise

“È evidente che la strada della proroga dello sconto fiscale non basta più a salvare le tasche degli italiani, perché i rincari alla pompa proseguono inesorabili giorno dopo giorno e stanno determinando un generalizzato aumento dei prezzi al dettaglio in tutti i settori – spiega il Codacons – Basti pensare che oggi (ieri, ndr) un pieno di gasolio costa 5 euro in più rispetto a un mese fa, +4 euro un pieno di benzina”. Secondo l’associazione, sono dati destinati a peggiorare e non poco, considerato che col petrolio oltre i 100 dollari al barile i listini alla pompa subiranno nuovi sostanziosi rialzi.

Consumatori in trincea

“La misura del taglio delle accise solo sul gasolio e per soli 17 centesimi di euro non è più sufficiente: siamo in presenza di una vera e propria emergenza che rischia di avere effetti devastanti a cascata sul potere d’acquisto dei cittadini e sui consumi delle famiglie, e che va affrontata con provvedimenti straordinari – prosegue il Codacons – Il governo deve assolutamente non solo potenziare lo sconto sul gasolio, ma estendere il taglio delle accise anche alla benzina”.

Sulla stessa linea l’Unc. “Avevamo apprezzato che il Governo tornasse sui suoi passi, non abolendo gli sconti sulle accise, ma ci attendevamo come minimo una proroga fino a fine mese. Invece, si tratta di un intervento a dir poco inadeguato, che non considera nemmeno l’escalation dei prezzi in corso” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Un provvedimento privo di coraggio e di visione. Serviva minimo un raddoppio dello sconto: 30 cent per il gasolio invece di 14 e 15 per la benzina. Insomma, il Governo prende tempo, dà una risposta che non scalfisce alla radice il problema, né quello delle speculazioni né quello della doppia velocità, e dà una risposta insufficiente e debole a fronte di un’emergenza”, conclude Dona.

Prezzi alle stelle di benzina e gasolio

L’intervento del governo arriva nel giorno in cui i prezzi dei carburanti registrano un nuovo record. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale ieri era pari a 2,077 euro al litro per la benzina e 2,184 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self era di 2,163 euro al litro per la benzina e 2,258 euro al litro per il gasolio.

Schizzano anche petrolio e gas

Nel frattempo schizzano i prezzi di gas e petrolio. La produzione di petrolio in Arabia Saudita è crollata ancora ad agosto, toccando i minimi dal 1990, a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran che ha messo sotto pressione le rotte di esportazione del Regno. La comunicazione trasmessa dall’Arabia all’Opec ha fatto impennare ulteriormente il prezzo del greggio: il Brent si avvicina a 105 dollari, schizzando del 3,5% a 104,8 dollari al barile, mentre il Wti americano sfiora 100 dollari al barile a 99,65 con un rialzo del 3,75%.

Il gas ha superato quota 81 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam, confermandosi sui massimi dal dicembre del 2022. I contratti future sul mese di ottobre guadagnano il 2,5% a 81,23 euro al MWh, spinti dalle minacce reciproche tra Usa e Iran. Sul mercato internazionale poi si è abbattuta una nuova tegola dall’Australia, secondo esportatore mondiale di Gnl dopo lo stop delle consegne dal Qatar. Il governo di Canberra intende portare dal 15 al 20% la quota di Gnl destinato all’esportazione da trattenere per alimentare le riserve nazionali a partire dalle consegne del primo gennaio del 2028.