Trump non ne azzecca una sull’Iran e la Camera degli Usa lo ammonisce: “La guerra deve finire”

Trump non ne azzecca una sull'Iran e la Camera degli Stati Uniti lo avverte: "La guerra deve finire subito"

Trump non ne azzecca una sull’Iran e la Camera degli Usa lo ammonisce: “La guerra deve finire”

Con la guerra contro l’Iran che procede, seppur a bassa intensità, per Donald Trump le cose vanno di male in peggio. Il regime di Mojtaba Khamenei non sembra intenzionato a riallacciare le trattative diplomatiche, tanto meno a capitolare, come ha più volte auspicato il leader degli Stati Uniti. E niente sembra far cambiare idea alla Repubblica islamica dell’Iran, neanche i raid che quotidianamente colpiscono le installazioni militari nello Stretto di Hormuz e, soprattutto, l’isola di Qeshm, che anche ieri è stata martellata.

Il ceffone della Camera a Trump

Ma quel che è peggio è che il tycoon, che non sembra affatto gestire la crisi mediorientale ma sembra subirla, ora deve fronteggiare la nuova presa di posizione della Camera degli Stati Uniti che, ieri, gli ha rifilato un sonoro ceffone. La realtà è che a Washington cresce il dissenso contro un conflitto che sta dissanguando i conti dello Stato e la Camera, seppur a maggioranza repubblicana, sembra ormai stanca di quanto sta accadendo, tanto che ieri ha approvato, con 220 voti a favore e 204 contrari, un provvedimento che ordina al presidente Donald Trump di porre fine alle ostilità con l’Iran, salvo alcune eccezioni legate alla difesa delle forze statunitensi e alleate.

Il provvedimento lascia comunque a Trump la possibilità di proseguire le operazioni militari, ma solo nel caso in cui il Congresso autorizzi formalmente la prosecuzione delle ostilità. A quel punto, Camera e Senato dovrebbero esprimersi e l’okay a continuare la guerra non sarebbe affatto scontato.

I precedenti scontri con il Congresso

Qualcuno potrebbe far notare che questa è la terza volta che la Camera approva una misura per limitare i poteri di Trump sulla guerra in Iran e che, quindi, non ci sarebbero grandi novità. Che le cose stiano così è vero, ma quanto accaduto ieri presenta alcune novità. La prima è un dato politico significativo: questa volta sono stati sette i deputati repubblicani a votare insieme ai democratici, un numero superiore rispetto ai precedenti tentativi. La seconda è che questa risoluzione arriva a poche settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, in un momento nel quale la guerra in Iran è diventata uno dei temi politicamente più delicati per l’amministrazione Trump che, infatti, ha fretta di concludere il conflitto.

Quel che è certo è che questo atto della Camera ora deve passare al vaglio del Senato, ma non è chiaro se ciò avverrà prima di novembre e, quindi, prima delle elezioni di midterm.

Lo scoop della Cbs che inguaia il presidente americano

A complicare il quadro c’è anche lo scoop della CBS, che inguaia Trump perché mette in discussione mesi di narrazione durante i quali il presidente raccontava che le forze armate americane non avevano subito grandi danni dagli attacchi dei Pasdaran. A smentire questa ricostruzione è l’inchiesta della CBS, che ha ottenuto in esclusiva numerose fotografie, pubblicate sul proprio sito, nelle quali si vede per la prima volta la vasta portata dei danni e della distruzione subiti da edifici e veicoli in diverse postazioni americane in Medio Oriente, a seguito degli attacchi iraniani.

Le foto, come rivela l’emittente televisiva, sono state ottenute da militari in servizio che hanno richiesto di rimanere anonimi. Una delle fonti ha dichiarato: “Si tratta di danni ingenti alle nostre basi, di cui l’opinione pubblica americana non è stata informata. È come stare lì a occhi chiusi mentre si incassano pugni in pieno volto. Non si tratta di singoli elementi che riescono a passare”. Secondo la fonte, la realtà è che “non stiamo difendendo queste basi. Stiamo solo a guardare mentre vengono distrutte”.

Le dichiarazioni trovano un riscontro nelle immagini pubblicate dalla CBS: in una delle fotografie scattate presso la base aerea Prince Sultan, in Arabia Saudita, si vede l’impatto di un missile che ha devastato un Boeing E-3 Sentry. Altre fotografie scattate nella stessa base mostrano edifici gravemente danneggiati. Come se non bastasse, immagini simili arrivano da Camp Buehring, in Kuwait. Il Pentagono, secondo quanto riferito dalla CBS, non ha risposto a una richiesta di commento dell’emittente.

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