Con il discorso sullo stato dell’Unione Ursula von der Leyen è riuscita nell’impresa di scontentare tutti gli schieramenti politici. Un assoluto risultato bipartisan in negativo. Il suo lessico militare, la sua postura da leader della guerra, l’assenza di ogni riferimento alla diplomazia hanno determinato la levata di scudi delle forze di sinistra pacifiste. “Von der Leyen sembrava sulla Luna, anziché qui nel Parlamento europeo. Siamo al settimo discorso sullo stato dell’Unione e sembrava il suo primo giorno da presidente della Commissione europea. Ha descritto un’economia che funziona, al contrario vediamo la deindustrializzazione in tutti i paesi europei. Ogni giorno si perdono 500 lavori in industria, lavori di qualità. Al contrario cresce la povertà, crescono le disuguaglianze e non si ha la possibilità di curarsi in tanti paesi europei”, ha dichiarato il capodelegazione del Movimento Cinque Stelle al Parlamento Ue, Pasquale Tridico. “Stiamo sprecando soldi sul riarmo anziché sulle necessità degli italiani, degli europei”, ha concluso.
Parole deludenti sullo stato dell’Unione. Levata di scudi dai pacifisti ai liberali
“L’autonomia europea è necessaria in un mondo sempre più instabile, ma non può tradursi in più spesa militare e in una nuova corsa al riarmo nazionale. La sicurezza europea non può essere ridotta alla sua dimensione militare”, hanno dichiarato gli eurodeputati di Alleanza Verdi e Sinistra. E se il capodelegazione del Pd, Nicola Zingaretti, è deluso dal mancato riferimento nel discorso di Ursula a una tassa dei servizi digitali, il suo compagno di partito, Matteo Ricci, si mette in linea con M5s e Avs. “Il discorso di Ursula von der Leyen sullo Stato di diritto dell’Europa è stato da una parte orgoglioso ma dall’altra deludente. Ha ribadito l’esigenza di una sovranità europea, di una difesa europea, la difesa dell’Ucraina, ma ha deluso sul tema della pace. Non c’è un’iniziativa vera per un negoziato di pace con l’Europa protagonista. – ha aggiunto – Non c’è stata una condanna forte sui crimini di Netanyahu e sul boicottare il governo israeliano. Le parole sullo Stato palestinese sono troppo deboli così come la posizione rispetto alla guerra in Iran e alle sciagurate politiche internazionali di Trump”.
Delusione bipartisan
Von der Leyen ha fatto infuriare persino Fratelli d’Italia con la proposta di rendere il Canada un membro associato dell’Ue. Una chiara proposta in chiave anti-Trump, che i meloniani hanno mal digerito. “L’inchino al premier canadese Carney l’ho trovato imbarazzante. Possibile che la Gran Bretagna non abbia la precedenza come membro associato? L’Europa non si inchina a nessuno”, ha detto il co-presidente dei Conservatori al Pe, Nicola Procaccini.
“Un monologo a senso unico, scollato dalla realtà e dalle difficoltà che l’Ue sta vivendo. Ha detto che abbiamo resistito bene a due guerre, ma le sfugge quanto costano i carburanti oggi”, ha detto il capodelegazione della Lega al Pe, Paolo Borchia, rivolgendosi a von der Leyen. “Lei poi ha parlato di un ruolo delle donne da difendere. Bene, ma questa Commissione non ha mosso un dito contro la progressiva islamizzazione dell’Europa”, ha aggiunto l’esponente del Carroccio. In merito alla Cina invece, Borchia ha poi sottolineato: “Pechino non aveva bisogno sulle esportazioni di tutti i semafori verdi che l’Ue ha dato con il Green Deal”, ha concluso.
Si lamenta persino Forza Italia
“Dal discorso della Presidente von der Leyen ci si attendeva un passo in avanti sulle politiche di spesa che la stessa agenda della Commissione richiede. Non basta evocare le ‘risorse proprie’ se poi manca il coraggio di affrontare, con altrettanta chiarezza, il nodo del debito comune. È una contraddizione che rischia di svuotare di credibilità gli obiettivi più ambiziosi annunciati, a partire dall’autonomia energetica: senza una capacità finanziaria condivisa, restano dichiarazioni di intenti”, si è lamentata persino Stefania Craxi di Forza Italia. “La signora von der Leyen vive in un pianeta tutto suo, che non conosce la realtà” e il suo discorso “rimarrà negli annali come un discorso totalmente inutile”, ha dichiarato Roberto Vannacci.