Beppe Grillo non fonderà un suo partito. L’ex garante pentastellato parla di tutto, dai 5 Stelle a Conte passando per Di Maio e Draghi, nella registrazione di Pulp Podcast, di Fedez e Mr. Marra. Ma conferma anche che non era questa l’occasione per annunciare la nascita di un nuovo movimento, confermando la smentita di Fedez dopo le indiscrezioni degli scorsi giorni.
“Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà. Posso dare degli input straordinari su ambiente, religione, economia”, dice Grillo. Che smentisce così questa ipotesi, ma non risparmia attacchi al Movimento 5 Stelle di oggi.
Grillo all’attacco del Movimento 5 Stelle
L’ex co-fondatore pentastellato non risparmia lodi per Gianroberto Casaleggio, ma anche per Luigi Di Maio: “Mancando lui – dice riferendosi al co-fondatore dei 5 Stelle – sono rimasto un po’ privo, c’è stato Luigi Di Maio, bravissimo, poi si è evoluta la situazione dove io facevo il garante, ma non contavo quasi nulla”.
Grillo torna proprio sulla nascita dell’esperienza dei 5 Stelle: “Uno vale uno non significa che siamo tutti uguali, ma che a tutti va data la stessa possibilità di partenza, questo è il principio, e la democrazia dal basso” partiva proprio da qui.
Ma i passaggi più interessanti sono quelli sul Movimento di oggi. “Io sono stato estromesso” dal partito, racconta. Eppure Grillo afferma di non avere rimpianti “perché ora il Movimento è un’altra cosa, perché è in mano al reverendo Jones, all’uomo che sussurrava ai cavilli. Ci sono queste persone che si agitano dentro un movimento che di progressista ha solo la paralisi della mente progressiva. Non hanno un’idea”.
Per Grillo “c’è il rigors vita che ti blocca la curiosità, ti fa andare su cose ovvie, idiote. Non c’è uno che prospetta un’umanità, una società nel 2050”. Sul simbolo, l’ex garante non indietreggia e sostiene che Conte “dovrebbe avere il suo simbolo, con il suo stemma, e andare avanti. Lo faccio per lui. Non vedo una rinascita del movimento con quei valori perché è passato, ma vedo che alcune cose sono compostabili”
Oggi il Movimento è fatto da “persone nuove”, contro cui però Grillo non ha nulla da ridire nel particolare: “Io non ce l’ho con loro, sono anche persone in gamba, qua parliamo di uno spirito che non c’è più, spirito diverso, di felicità”.
Da Draghi a Ranucci passando per il figlio Ciro: l’intervista a Pulp Podcast
Se Grillo non risparmia critiche a Conte, non fa lo stesso con Mario Draghi, definito “una persona intelligente”. Poi Grillo ha poco da dire anche sul caso Report: “Su Ranucci non do giudizi perché ho poco interesse per queste vicende, la Rai non è più niente, è una tv commerciale gestita male, con 13mila dipendenti”.
Infine, Grillo parla anche del figlio Ciro: “Sta attraversando un periodo un po’ particolare, di enorme pesantezza, che sta risolvendo. Si è laureato 110 e lode, si è fatto una famiglia, una figlia stupenda, una moglie, studia per diventare penalista e gridare al mondo la sua innocenza, vuole difendersi da solo e gridare la sua innocenza”.