Si è presentato da solo, senza convocazione, e ha parlato per circa un’ora. Luigi Bisignani, manager e giornalista, è entrato oggi nella Procura di Roma per farsi ascoltare nell’inchiesta sulla presunta campagna contro Claudio Lotito e la Lazio. Ha respinto le accuse e, stando ai suoi legali, si è messo perfino a disposizione del presidente biancoceleste.
“Il mio assistito, parlando con il pm, ha affermato che mai ha pensato che i suoi articoli potessero minimamente influenzare il mercato azionario”, ha spiegato l’avvocata Martina Pompei. Bisignani avrebbe aggiunto di essere “da sempre un tifoso laziale” e di andare “da sempre allo stadio”. Per questo, sempre secondo la versione dei difensori, “si è offerto di aiutare la Lazio e Lotito che considera un amico”. Ha poi precisato che, come scritto nell’articolo, Lotito in passato “ha rifiutato l’offerta di JP Morgan”.
Davanti a Bisignani i pm Giuseppe Cascini, Lorenzo Del Giudice e Lucia Lotti. Il quadro accusatorio è netto. Si ipotizza la diffusione di “notizie false” per “provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio Spa, società quotata”. L’indagine riguarderebbe poi anche un presunto piano per costringere Lotito a cedere il club.
Con Bisignani sono indagati Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, e l’amministratore delegato dell’istituto, Francesco Maiolini. I tre erano stati perquisiti dai carabinieri due settimane fa. Gli investigatori stanno anche verificando se le indiscrezioni infondate sulla vendita della società, insieme alla pressione esercitata tra social e mezzi d’informazione, siano riconducibili a una “regia unitaria” e se dietro ci siano dei “mandanti” occulti. Proseguono quindi gli accertamenti sul contenuto dei telefoni cellulari e sull’andamento del titolo in Borsa in coincidenza con alcuni degli episodi contestati. Nessuna ipotesi, per ora, su chi avrebbe orchestrato cosa: l’inchiesta lavora per accertare ruoli, contatti e responsabilità.