Emergenza casa, la Spagna di Sánchez prova a fermare gli sfratti che l’Italia di Meloni vuole accelerare

Lo sfratto in barella a 87 anni riempie Madrid di tende. In Italia 21.337 sfratti eseguiti nel 2024 e un ddl che ne taglia i tempi

Emergenza casa, la Spagna di Sánchez prova a fermare gli sfratti che l’Italia di Meloni vuole accelerare

Ottantasette anni, più di settanta passati nella stessa casa di Madrid, e mercoledì scorso una barella per uscirne, perché il fondo d’investimento che aveva comprato l’appartamento aveva ottenuto lo sfratto e la polizia, quando è entrata, l’ha portata fuori così. Maricarmen Abascal è finita in ospedale e la Spagna in piazza. Sabato, secondo Reuters, circa 30mila persone hanno attraversato la capitale agitando le chiavi di casa, e da allora centinaia di tende riempiono la Puerta del Sol, sotto gli uffici della presidente di centrodestra della regione Isabel Díaz Ayuso. Ieri l’avvocata di Abascal ha annunciato un accordo con il proprietario che la farà tornare a casa: una donna salvata dalle telecamere, insomma, e un sistema rimasto dov’era.

Casa, l’emergenza spagnola in numeri

La Banca di Spagna calcola un deficit di 750mila abitazioni, destinato a superare il milione entro il 2028, e in dieci anni i canoni sono raddoppiati, più in fretta dei salari. Il Consiglio della gioventù di Spagna ha calcolato che l’affitto medio, 1.176 euro, vale il 98,7 per cento dello stipendio medio mensile. Ayuso da parte sua ha liquidato la piazza come un tentativo di cambiare le regole dei contratti in corso, chiedendo ai manifestanti se per caso vogliono un limite d’età per pagare l’affitto. Ottantasette anni, appunto.

Oggi il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez porta in Consiglio dei ministri il decreto che i sindacati degli inquilini chiamano già “decreto Maricarmen”. Solo che il testo dovrà passare dal Congresso entro 30 giorni, e lì i catalani di Junts, che a febbraio avevano già contribuito ad affondare una prima legge, hanno fatto sapere di voler colpire soltanto i cosiddetti fondi avvoltoio. Tradotto: gli avvoltoi sì, il mercato no.

Roma accorcia i tempi

Qui da noi manca la barella davanti alle telecamere, mentre i numeri ci sono tutti. Gli ultimi dati del ministero dell’Interno, riferiti al 2024, contano 40.158 provvedimenti di sfratto e 21.337 sfratti eseguiti con l’ufficiale giudiziario, una media di 58 al giorno, e oltre 10mila provvedimenti, ha calcolato il Sicet, il sindacato inquilini della Cisl, sono arrivati perché il contratto era finito o perché il proprietario rivoleva la casa. La morosità, lì, non c’entra niente.

Il governo italiano ha preso esattamente la strada opposta a quella che Sánchez prova a imboccare. Il fondo nazionale per l’affitto, che aveva toccato 330 milioni, non è stato rifinanziato dalla prima legge di bilancio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e il 30 aprile, accanto al Piano casa, il Consiglio dei ministri ha approvato con dichiarazione d’urgenza un disegno di legge proposto insieme al ministro della Giustizia Carlo Nordio, che vale anche per la morosità e i contratti scaduti: decreto di rilascio entro 15 giorni dal ricorso e penale dell’1 per cento del canone per ogni giorno in casa oltre il termine. «Tagliamo i tempi per le esecuzioni», ha rivendicato Meloni.

La tenda è già passata da Milano

Le tende, qui, si sono già viste. Nel maggio del 2023 la studentessa Ilaria Lamera piantò la sua davanti al Politecnico di Milano e nei mesi successivi gli accampamenti arrivarono davanti a più di 25 atenei. Tre anni dopo i canoni, secondo il portale idealista, hanno toccato 15,4 euro al metro quadro, il livello più alto da quando li misura, e la dichiarazione d’urgenza di Palazzo Chigi è andata ai tempi degli sfratti.

A Madrid è bastata un’anziana su una barella per riempire una piazza e portare un decreto sul tavolo del governo. In Italia una Maricarmen, se il Parlamento approverà il testo di Nordio, si troverebbe davanti un decreto di rilascio firmato entro quindici giorni dal ricorso e l’1 per cento del canone da pagare per ogni giorno in più passato nella propria cucina.