La partita delle primarie per il sindaco di Milano inizia a entrare nel vivo. Ieri, a scoprire (quasi) ufficialmente le carte della sua canditura (che poi è un segreto di Pulcinella) è stato Pierfrancesco Majorino. Il capogruppo dem in Consiglio regionale e membro della segreteria nazionale di Elly Schlein ha affidato a un video social, con alle spalle Palazzo Marino, l’annuncio che tutti aspettavano: “Ci vediamo giovedì 22 ottobre alle 21 al Teatro della Quattordicesima“.
Primarie a Milano, la corsa a sindaco
Più che una presentazione, un manifesto contro gli ultimi dieci anni di Beppe Sala. Milano “città dei paradossi, che attrae e respinge”, dove le politiche devono cambiare “per far sì che siano le persone, non i fondi immobiliari, a farla da padrone”. E ancora le case Aler vuote a San Siro, il Corvetto che “ha bisogno di cura”, la Sormani che “non deve chiudere”, le piscine da riaprire, “troppo cemento” nella città dei cantieri. E come antidoto promette “il più grande piano di piantumazioni di alberi d’Europa”. L’elenco dei dossier aperti della giunta uscente, letto dal candidato che dovrebbe raccoglierne l’eredità.
Poi c’è Mario Calabresi, che va avanti a spot, ad annunci, a rassicurazioni sulla sua disponibilità a “provare a impegnarmi” per la città, ma che di programma, finora, non ha mai parlato. Nessun dossier, nessuna proposta. In compenso c’è la mappa degli appuntamenti: prima c’è stata la presentazione del suo libro al Teatro Franco Parenti, tempio del riformismo milanese e dell’Associazione Setteottobre, poi il 3 ottobre sarà alla Leopolda di Matteo Renzi, per un dialogo insieme a Lisa Noja. Due indizi non fanno una prova. Ma alla sinistra cittadina non sono apparsi un buon segnale.
Intanto Forza Italia rompe con La Russa e lancia Perego
Chi invece corre è Forza Italia. Mentre gli alleati restano impantanati, gli azzurri si smarcano dalla Lega, che ha lanciato Silvia Sardone, e da Noi Moderati, che schiera Maurizio Lupi con la benedizione di Ignazio La Russa.
Mercoledì sera, sotto la regia di Letizia Moratti e con Marco Tronchetti Provera e Valentina Pellegrini, una quarantina tra capitani d’azienda, manager e rappresentanti di categoria si è seduta a cena con il vertice del partito (Tajani, Craxi, il segretario regionale Sorte) e l’ospite d’onore: Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa. Il nome su cui Forza Italia ha puntato tutte le sue fiche.
Per lui l’ufficializzazione arriverà tra il 9 all’11 ottobre, alla tre giorni di confronto dei forzisti , dove sarà sul palco con ‘ex sindaco Gabriele Albertini, in predicato di fargli da vice, in caso di vittoria. Uno strappo che non avrà fatto piacere a La Russa.
Lo smacco a Silvia Salis
E, a proposito di malumori, ieri a Genova è stata una giornata pessima per la prima cittadina, Silvia Salis. La sindaca che i riformisti di centrosinistra coccolano come astro nascente è stata lasciata fuori dal palco d’onore all’inaugurazione del Salone nautico di Genova. Sul palco, invece, accanto alla premier Giorgia Meloni, a tagliare il nastro, c’era il governatore Marco Bucci. Uno smacco consumato in casa, nella vetrina più importante della città.