Questa volta i sondaggi in Brasile non hanno fotografato fino in fondo il risultato delle urne: Flávio Bolsonaro, figlio maggiore dell’ex presidente Jair, ha chiuso il primo turno davanti all’attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Dati alla mano, il primogenito dell’ex leader, attualmente in carcere dopo la condanna per il tentativo di colpo di Stato, ha ottenuto il 47,03% dei voti validi, contro il 45,16% raccolto dal leader della sinistra.
Dietro di loro tutti gli altri candidati: lo scrittore Augusto Cury si è collocato al terzo posto con il 2,89% delle preferenze, davanti all’imprenditore Renan Santos, al 2,24%, e all’ex ministro Ronaldo Caiado, al 2,18%. Ora la partita si sposta al ballottaggio, in programma il 25 ottobre, quando Flávio Bolsonaro e Lula si contenderanno la presidenza del Brasile.
Del resto, Lula, dopo i risultati del primo turno, ha ammesso la propria frustrazione per l’esito del voto: “I risultati sono spesso imprevisti; non si ottiene mai tutto ciò che si desiderava… Ero convinto di vincere le elezioni al primo turno”. “Non c’è nulla che lasci presagire un futuro promettente per la società brasiliana. Sui trascorsi sia del padre che del figlio gravano sospetti estremamente gravi: legami con milizie paramilitari, con la criminalità organizzata… tutto ciò verrà a galla”, ha concluso.
Proprio per cercare di recuperare terreno, Lula ha fatto sapere che punterà tutto sul convincere gli astensionisti che, in un Paese dove il voto è obbligatorio, sono ben il 21,08%.
Diametralmente opposta la reazione del leader della destra Flávio Bolsonaro, che ha subito festeggiato il risultato: “Il Brasile non ne può più. Abbiamo sfiorato la vittoria al primo turno, ma sono molto felice per il numero di brasiliani scesi in piazza; è stata decretata la fine dell’era del PT (Partito dei Lavoratori, la formazione di sinistra guidata da Lula)”.