Dopo un’estate caratterizzata da temperature elevate, per non dire infernali, il mondo si appresta a fare i conti con El Niño. Il fenomeno climatico, che secondo le previsioni è destinato a diventare uno dei più forti mai registrati, potrebbe stravolgere i modelli climatici globali e, secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef), avere conseguenze significative sulle condizioni di vita di quasi 350 milioni di minori.
“Dato che più di 347 milioni di bambini vivono in aree in cui sono previste condizioni più secche o più umide a causa di El Niño, dobbiamo agire immediatamente per proteggere le comunità e l’infanzia”, si legge nel comunicato ufficiale dell’Unicef, che cita la direttrice esecutiva dell’organizzazione, Catherine Russell.
Secondo Russell, El Niño “può comportare un aumento degli sfollamenti, della malnutrizione, della scarsità d’acqua e delle epidemie. I bambini rischiano inoltre la chiusura delle scuole, mentre le famiglie potrebbero dover affrontare ulteriori difficoltà economiche”.
El Niño, l’allarme dell’Unicef: 347 milioni di bambini minacciati da siccità, alluvioni e malnutrizione
Queste condizioni potrebbero interessare circa 190 milioni di bambini nella regione dell’Asia e del Pacifico, 41 milioni nell’Africa orientale e meridionale, altri 41 milioni in America Latina e nei Caraibi, 22 milioni in Europa e Asia centrale, 20 milioni in Medio Oriente e Nord Africa e altri 20 milioni nell’Africa occidentale e centrale.
Secondo l’Unicef, i bambini di Colombia, Figi, Papua Nuova Guinea e Filippine sono tra quelli maggiormente esposti a condizioni più secche legate a El Niño, con il rischio di siccità agricola e scarsità d’acqua. Questi fattori potrebbero aumentare gli sfollamenti e aggravare la malnutrizione acuta.
L’Unicef precisa che i 347 milioni di bambini indicati nel rapporto non rappresentano una stima degli impatti effettivi di El Niño, ma il numero di minori che vivono nelle aree in cui sono previste condizioni di precipitazione insolitamente più secche o più umide. Le previsioni, inoltre, sono soggette a incertezza e vengono aggiornate con l’arrivo di nuovi dati.