Cisgiordania, Smotrich sfida la procuratrice su E1: 3.401 nuove case vicino a Gerusalemme

Cisgiordania, Bazalel Smotrich sfida la procuratrice sullo stop al bando E1 per 3.401 nuove case vicino a Gerusalemme

Cisgiordania, Smotrich sfida la procuratrice su E1: 3.401 nuove case vicino a Gerusalemme

Mentre la comunità internazionale continua a chiedere di fermare l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich continua a difendere con forza il progetto E1. Il leader della destra radicale israeliana ha infatti contestato la decisione della procuratrice generale Gali Baharav-Miara di intervenire sulla procedura per la costruzione di 1.234 nuove unità abitative nell’area di E1, a est di Gerusalemme.

La vicenda riguarda una gara d’appalto per la costruzione di sette complessi residenziali. Inizialmente Baharav-Miara aveva ordinato di posticipare di un mese, quindi oltre le elezioni del 27 ottobre, la scadenza per la presentazione delle offerte, fissata al 19 ottobre. La decisione era stata motivata dal timore che la procedura potesse essere utilizzata come strumento di propaganda elettorale durante la campagna.

La procuratrice generale ha però successivamente modificato la propria posizione, lasciando invariata la scadenza del 19 ottobre per la presentazione delle offerte e disponendo invece che l’assegnazione degli appalti avvenga soltanto dopo le elezioni. Una decisione che non ha comunque placato Smotrich, tra i principali sostenitori dell’espansione dell’area E1.

Come riporta il Times of Israel, il progetto E1 prevede l’espansione dell’insediamento di Ma’ale Adumim verso l’area situata tra la città e Gerusalemme. Il piano è particolarmente controverso perché, secondo i palestinesi e numerosi governi occidentali, rischierebbe di interrompere la continuità territoriale tra importanti centri palestinesi come Ramallah, Gerusalemme Est e Betlemme, rendendo più difficile la creazione di uno Stato palestinese territorialmente contiguo.

Cisgiordania, Smotrich sfida la procuratrice sullo stop al bando E1

Smotrich ha contestato duramente l’intervento della procuratrice generale. Nel ricorso e nelle sue dichiarazioni ha accusato Baharav-Miara di voler interferire nella campagna elettorale e di ostacolare il progetto E1. Il ministro ha sostenuto che l’area avrebbe un’importanza strategica per Israele e che la sua edificazione servirebbe a collegare Gerusalemme con Ma’ale Adumim.

Il progetto E1 è da anni al centro delle critiche della comunità internazionale. L’Unione europea ha condannato l’avvio delle gare d’appalto, sostenendo che la realizzazione degli insediamenti nell’area potrebbe dividere la Cisgiordania e isolare Gerusalemme Est, compromettendo ulteriormente le prospettive di una soluzione a due Stati.

La questione è diventata ancora più delicata alla vigilia delle elezioni israeliane. Il primo bando, relativo alle 1.234 unità abitative, mantiene la scadenza del 19 ottobre, mentre un secondo bando, che riguarda altre 2.167 abitazioni, dovrebbe aprirsi il 25 ottobre, appena due giorni prima del voto. Complessivamente, i due bandi riguardano quindi 3.401 unità abitative nell’area di E1.

Il progetto resta dunque al centro dello scontro politico israeliano: da una parte chi, come Smotrich, considera l’espansione di E1 un passaggio strategico per rafforzare il controllo israeliano dell’area; dall’altra chi teme che la costruzione degli insediamenti possa compromettere definitivamente la continuità territoriale necessaria alla nascita di un futuro Stato palestinese. E proprio la vicinanza delle elezioni rende la questione ancora più esplosiva.